Orba, intervento per la sicurezza più vicino: c’è la ditta
Al termine di una procedura piuttosto complicata
OVADA – Cinque anni fa l’Orba generò il disastro più grave del periodo recente. Il 4 ottobre 2021 il torrente, gonfiato dalle piogge persistenti cadute la notte precedente sulla parte alta della sua valle, dilagò nella porzione più bassa della città. A farne le spese alcuni importanti simboli dell’economia cittadina come Ormig e Vezzani, il Geirino e le abitazioni private con i relativi terreni collocate nell’area accanto alla Veneta. Oggi il comune di Ovada è pronto a far partire l’intervento di riduzione del rischio atteso da tempo. Qualche giorno fa è arrivata l’aggiudicazione per il cantiere. Se ne occuperà l’azienda toscana Frappi, in arrivo da Castel Fiorentino. L’offerta formulata è di poco inferiore a 1 milione 100 mila euro con un ribasso al 22%.
«Siamo soddisfatti – chiarisce il sindaco di Ovada, Gianfranco Comaschi – Nel lungo elenco degli interventi messi in programma dal 2024 questo è sicuramente tra i più importanti». Oltre cento le offerte pervenute alla Provincia di Alessandria. La procedura è incorsa anche nel rilievo del collegio dei costruttori della Valle d’Aosta pronto a fare ricorso per le modalità adottate. La gara in un primo momento aveva subito uno stop per il rischio di ricorsi determinato dal primo testo pubblicato.
Meteo complicato
Nel mirino dell’intervento l’area della città attraversata dall’Orba compresa tra la Rebba e il Borgo, passando tra Regione Carlovini e la Veneta. Nel complesso l’intervento prevede una serie di innalzamenti di barriere di protezione collocate nelle aree in cui l’acqua potrebbe fare maggiori danni. A contrappeso saranno individuati spazi di sfogo delle acque a distanza dai punti sensibili. Nei giorni immediatamente successivi al disastro molti furono gli interrogativi sollevati in particolare dalla frequenza crescente degli eventi meteorologici estremi verificatisi nei periodi autunnali anche in basso Piemonte.
Negli ultimi anni sempre più spesso le parti più esposte della città hanno corso il rischio di situazioni spiacevoli. Per cercare un rimedio la passata amministrazione ha incassato un contributo da 2 milioni di euro dalla Regione Piemonte. Parte del risparmio registrato al termine della gara sarà reinvestito per consolidare una frana importante verificatasi in corso Saracco, sulla destra del tratto oltre il passaggio a livello.
Ora rimane da verificare con quali tempi sarà aperto il cantiere, probabilmente a partire dal prossimo anno. Ad attendere ci sono soprattutto le aziende che dopo il 2021 hanno considerato opzioni diverse anche quelle del ricollocamento. La durata stimata delle operazioni, senza ulteriori intoppi, è di almeno un anno.