Società
Il caso
L'associazione agricola chiede interventi più incisivi per contenere la fauna selvatica. Preoccupano i nuovi casi di PSA, i danni alle coltivazioni e le ricadute economiche sulle aree rurali
4 Giugno 2026
ore
15:41
ALESSANDRIA – Serve un deciso cambio di passo nella gestione dell' emergenza cinghiali . È la richiesta lanciata da Coldiretti Alessandria , che torna a sollecitare un a umento degli abbattimenti per contenere la proliferazione degli ungulati. E limitare così i danni alle imprese agricole, agli allevamenti e all'intera filiera suinicola. L'allarme arriva alla luce dei nuovi casi di Peste Suina Africana (Psa) registrati sul territorio provinciale e piemontese, che riaccendono le preoccupazioni in vista della stagione estiva. «Il problema riguarda sia i danni alle coltivazioni, che continuano a pesare sui bilanci delle aziende agricole, sia il rischio sanitario legato alla peste suina africana. Si temeva, con l’arrivo del caldo, una recrudescenza del virus e i recenti fatti, purtroppo, lo confermano», ha dichiarato il presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco . Secondo l'associazione agricola è fondamentale mantenere alta l'attenzione e rafforzare tutte le misure di prevenzione e controllo. Considerando che la diffusione incontrollata dei cinghiali rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la biosicurezza degli allevamenti e per la tenuta economica di un comparto strategico per il Piemonte. Obiettivo lontano: abbattuti 27 mila capi contro i 41 mila previsti Coldiretti evidenzia come, nell'ultimo anno, il numero degli abbattimenti non abbia raggiunto gli obiettivi fissati. A fronte di un traguardo di circa 41mila capi , gli abbattimenti si sono fermati a poco più di 27mila esemplari . Per questo l'organizzazione agricola chiede un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti. A partire dagli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) e dai Comprensori Alpini (Ca) , affinché venga intensificata l'attività di contenimento. Tra le produzioni maggiormente esposte ai danni provocati dai cinghiali figurano vigneti, mais, cereali, girasole e ortaggi , con conseguenze economiche rilevanti per le aziende agricole. «In molti territori interni la convivenza tra attività umane e fauna selvatica si è trasformata in un fattore di forte instabilità economica e sociale. Le incursioni, l'erosione dei suoli e la distruzione delle colture rendono sempre più difficile mantenere produzioni tradizionali e presidio del territorio», ha spiegato il direttore di Coldiretti Alessandria Elio Gasco . Secondo Coldiretti il fenomeno rischia inoltre di aggravare le difficoltà delle aree appenniniche, già caratterizzate da spopolamento, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi. Mercati sotto pressione L'organizzazione agricola richiama infine l'attenzione anche sulle conseguenze economiche derivanti dal contesto internazionale. La guerra in Medio Oriente e le tensioni sui mercati stanno provocando un aumento dei costi di produzione, rendendo ancora più delicata la situazione per le aziende agricole. «Senza interventi strutturali e rapidi – conclude Gasco – il problema dei cinghiali continuerà a pesare su agricoltura, sicurezza e qualità della vi...