Cultura & Spettacoli
La ribalta
In evidenza grazie alla colonna sonora di “18 Holes to Paradise”
30 Agosto 2026
ore
07:44
OVADA - Un successo dopo l’altro per la musicista e compositrice Ginevra Nervi ora in nominations nella categoria “Miglior colonna sonora” ai “Camille Awards”. «Essere in lizza per questo prestigioso premio - spiega l’artista che si è formata alla scuola di musica “A. Rebora” di Ovada - è un’emozione grandissima. Si tratta del l’unico festival europeo che dà la bellissima opportunità di far eseguire il proprio brano dal vivo dalla prestigiosa “Tonkünstler Orchestra” di Vienna». Il film di cui Nervi ha firmato la colonna sonora è “18 Holes to Paradise” del regista portoghese João Nuno Pinto. Nervi non è nuova alle grandi kermesse: ha infatti già ricevuto riconoscimenti internazionali, tra i quali la nomination per la “Miglior Canzone Originale” ai David di Donatello del 2021 per “Miles Away”. «L’onore è doppio- spiega l’artista che mantiene con l’Ovadese un legame forte - erano anni che il nostro Paese non veniva rappresentato. Sapere che nel 2026 ci sono due italiani è un grande orgoglio». Il 22 settembre la premiazione a Vienna. Progetto virtuoso A portare la bandiera italiana al Festival oltre a Ginevra Nervi, Stefano Mainetti in lizza per la miglior colonna sonora per la serie “I casi di Teresa Battaglia. Ninfa dormiente”. La musicista racconta come è nato il progetto «Era il giugno del 2024. Ero stata invitata a tenere un talk al Medimex di Taranto moderato da Tommaso Colliva dei “Calibro 35”. Alla fine del panel mi si avvicina la produttrice music supervisor di “Albolina Film” che incuriosita dalla mia musica e dal mio intervento mi propone di collaborare al film “18 Holes to Paradise”». Un film intimista che narra la storia di tre donne di una famiglia borghese portoghese in decadenza che si trovano in disaccordo sulla vendita della fattoria di famiglia. Un incendio scoppiato attorno le blocca nella proprietà... «Ho costruito la colonna sonora partendo dall’ambiente: la terra, gli animali che gravitano attorno. Sia io che il regista abbiamo capito che la vera protagonista era la natura che diventava parte integrante della storia osservando la vicenda e giudicandola con i suoi criteri». Il brano ha preso forma in una settimana di lavoro in uno studio romano. Un mix di strumenti e percussioni primitivi che evocano la terra in un gioco coinvolgente di suoni.