Politica
La polemica
Per il consolidamento del ponte
29 Settembre 2026
ore
07:00
LERMA - Non c’è ad oggi il nome dell’impresa incaricata di occuparsi del consolidamento del ponte sul Piota che collega l’area della Caraffa nel territorio di Tagliolo con Lerma e l’Alto Ovadese. A lanciare l’allarme sui temi con i quali la Provincia di Alessandria sta curando l’operazione è stato nei giorni scorsi il gruppo consigliare di minoranza “Lerma nel cuore” composto da Gloriano Alloisio, Marina Repetto e Emiliano Repetto. «L’aggiudicazione dell’appalto - hanno chiarito i tre consiglieri in una nota ufficiale - rappresenterà certamente un passaggio importante, ma non sarà sufficiente. È necessario che, con l’avvio dei lavori, venga garantita una soluzione concreta e sostenibile per la mobilità del territorio». Del tema si dibatte da tempo. L’estate sembra essere trascorsa in vano. Una soluzione per il grande problema che agita i sonni di molti abitanti dell’area non è ancora stata trovata. In sintesi: il secondo lotto del cantiere per il consolidamento prevede la chiusura del viadotto. A quel punto l’area di Lerma, Casaleggio e Mornese si troverebbe più lontana dall’Ovadese. Il passaggio alternativo da Montaldeo allungherebbe la strada in modo considerevole senza conta i disagi. La soluzione proposta in un primo momento era stata la realizzazione di un guado utilizzabile nelle ore di luce e in assenza di avvisi di allerta per le condizioni meteo. Al venir meno dei fondi che l’Unione dal Tobbio al Colma avrebbe dovuto assicurare la questione si è fatta ancora più nebulosa. «Alla luce dei tempi ancora necessari per completare la gara - chiariscono i tre consiglieri - procedere all’aggiudicazione e avviare concretamente il cantiere, appare ormai realistico ritenere che i lavori non potranno iniziare prima del 2027. Cronoprogramma puntuale Dopo che i Comuni dell’Unione non hanno ritenuto di proseguire nell’ipotesi del ponte Bailey, che avrebbe potuto beneficiare di un finanziamento o cofinanziamento da parte di Iren, non è stata ancora presentata alcuna soluzione alternativa concreta per assicurare un alternativa con la chiusura del viadotto principale sul Piota. A oggi non sono quindi note né le modalità di gestione del traffico né le misure che saranno adottate per limitare i disagi derivanti dalla chiusura alla percorribilità del ponte». In pensiero sono i lavoratori che devono raggiungere Ovada e le altre destinazioni. Ma a pensare a quel che potrebbe succedere in caso di semi isolamento sono soprattutto le attività commerciali presenti nei paesi che già soffrono. «Per questa ragione - conclude la nota - sarà formalmente richiesto alla Provincia di Alessandria di convocare un incontro immediatamente dopo l’aggiudicazione dell’appalto, con la partecipazione dell’impresa vincitrice, dei Comuni interessati e degli altri soggetti competenti. L’incontro dovrà servire a conoscere: il cronoprogramma effettivo dei lavori, la durata prevista delle due fasi dell’intervento, il piano della viabilità alternativa, le misure previste per contenere i d...