Società
Il problema
Tra ripristino dei danni e futuro da scrivere
28 Luglio 2026
ore
07:00
LERMA - Chi ha fatto un sopralluogo anche di recente spiega come la situazione rappresenti un’autentica spada di Damocle sul futuro immediato di Gorzente e Piota. A preoccupare gli ambientalisti è l’ingente quantità di materiali ancora present i all’interno della diga di compensazione della Cravaria, nella parte alta della Lavagnina. Fanghi e detriti potrebbero nuovamente andare a riempire i greti dei due torrenti creando una nuova emergenza molto significativa in tutta l’area. Dello scenario di discute nel corso della terza estate successiva allo sversamento andato in scena nel quadro dei lavori di recupero dell’invaso principale della Lavagnina. E nei giorni scorsi a prendere una posizione è stato il Ministero dell’Ambiente, sollecitato oltre due anni fa dall’onorevole Federico Fornaro. L’esponente del Partito Democratico aveva presentato un’interrogazione nel 2024. La viceministro Vannia Gava (Lega) ha chiarito come Iren, responsabile dell’intervento, non abbia mai comunicato, contrariamente a quanto previsto, il rilascio dei sedimenti dalla diga della Lavagnina. Il mancato controllo da parte degli enti preposti sarebbe addebitabile a questo omissione. Nel frattempo Gava ha ricordato come il Ministero abbia imposto all’azienda un monitoraggio puntuale per verificare se gli sversamenti abbiano determinato un danno permanente ai torrenti. Della questione si discute da almeno un anno nell’ambito del tira e molla andato in scena con il Comitato di tutela per il ripristino che Iren ha promesso di effettuare nelle due località Mulino nei territori dei comuni di Lerma e Casaleggio. Situazione difficile L’intervento su Gorzente e Piota, secondo i programmi, dovrebbe concretizzarsi in autunno. Nel frattempo si discute anche delle altre località inserite nel piano indicato dall’associazione e concordato anche c on Regione e Provincia. Per contro, secondo Gava, Arpa non avrebbe rilevato la presenza di sostanze inquinanti nei fanghi riversatisi sui torreti dall’invaso principale. «Prendo atto della risposta - ha replicato Fornaro che ha rimarcato il tempo necessario per produrla - e chiedo anche un’azione di moral suasion del ministero verso Iren affinché possano essere trovate risorse economiche per rifondere i danni al turismo locale oltre all’ecosistema dei due torrenti». Gli argomenti di discussione però non mancano. La settimana scorsa il Comitato per la tutela di Gorzente e Piota aveva chiesto a gran voce che i sindaci sottoscrivessero l’appello per fare in modo che Iren si faccia carico di parte delle spese da sostenere per la costruzione del guado da utilizzare nel periodo di chiusura del ponte sul Piota destinato a una prolungata ristrutturazione. In un primo momento la risposta dei rappresentanti degli enti locali era stata negativa. Ora pare che alcuni abbiano fatto marcia indietro e siano pronti a sostenere una posizione diversa. Di compensazioni economiche per un territorio duramente colpito si discute da tempo senza che sia stata individuata...