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Dovrebbe essere in vigore dal 16 aprile il protocollo d’intesa che darà il via alla sperimentazione
30 Marzo 2026
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07:00
OVADA - Dovrebbe essere in vigore dal 16 aprile il protocollo d’intesa che darà il via alla sperimentazione che porterà il ritorno delle ambulanze del 118 nel Pronto Soccorso di Ovada. La delibera necessaria è stata approvata da Asl Al qualche giorno fa. Il provvedimento definisce il contesto generale e affida i compiti specifici ai diversi attori coinvolti nell’operazione. Si configura quindi lo scenario che l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva descritto qualche mese fa nel corso di un incontro pubblico andato in scena alla Soms. La stima che accompagna l’attivazione del protocollo parla di 2 mila casi all’anno. La valutazione sarà però più complessiva. «Il progetto - si legge nel dispositivo del provvedimento - può inizialmente decollare iso-risorse per dare un segnale alla popolazione ma è evidente che la grave carenza di organico medico e infermieristico del Presidio dovrà avere risposte e implementazioni a breve, come peraltro da richieste reiterate nel tempo». La partita sulla destinazione d'uso del Pronto Soccorso si sviluppa da decenni con la richiesta del territorio che possano almeno essere dirottati in via Ruffini i casa a più basso indice di complessità. L'intento è anche quello di evitare i ben noti viaggi della speranza verso altri presidi della Provincia già congestionati per urgenze non differibili. Contesto e attribuzioni Nei primi sei mesi saranno i medici di medicina generale, dopo visita a domicilio, a poter inviare una chiamata alla centrale operativa del 118. I soggetti coinvolti saranno pazienti stabili che richiedono un approccio diagnostico di base o terapia urgente non gestibile a domicilio. Sono esclusi quei pazienti affetti da patologia acuta non trattabile presso il Pronto Soccorso di via Ruffini. Nella prima fase di attuazione il meccanismo potrà essere avviato tra le 8 e le 18. Sarà sempre il medico di medicina generale a valutare la presenza dei parametri necessari per l’attivazione del protocollo. Sarà poi il personale 118 a fare un’ulteriore valutazione e prendere la decisione definitiva sull’invio a Ovada o verso altre strutture della rete ospedaliera provinciale. Una prima valutazione su numeri e modalità di effettuazione del servizio sarà fatta dopo tre mesi. «I trasporti secondari – si legge in un altro passaggio significativo - non tempo dipendenti ricadono tutti sull’organico della Medicina a indirizzo oncologico 4 unità totali più il responsabile Pronto Soccorso e il Direttore Struttura Complessa che si fa carico della presenza attiva di Reparto e reperibilità notturne e il personale infermieristico di Pronto Soccorso in sofferenza da tempo». Nel medio termine è prevista l’attivazione e riconoscimento di due letti di astanteria con adeguamento del personale infermieristico. Per la natura dell’ospedale di Ovada è previsto l’invio di personale oncologico anche da altri distretti della nostra Provincia.