Economia
Il dibattito
Dopo l'estate del grande caldo
7 Ottobre 2026
ore
07:00
OVADA - Quali effetti ha provocato sulle uve l'estate del grande caldo? A rispondere ad una domanda difficile sulla base della vendemmia che si è da poco conclusa anche nell'Ovadese sono quattro produttori che fanno parte del Consiglio di Amministrazione dell'Enoteca Regionale di Ovada. La seduta andata in scena qualche giorno fa ha provato a dedicare un approfondimento su un argomento decisivo per la qualità del vino in fase di produzione in queste settimane. L'andamento del lavoro ha confermato le sensazioni emerse nelle ultime settimane di agosto. Il caldo e la prolungata scarsità di precipitazioni che hanno caratterizzato l’estate non hanno provocato, nella maggior parte dei vigneti, particolari criticità sulle uve. Alcune differenze sono tuttavia emerse in relazione alla natura dei terreni e alle singole zone. In particolare, i cosiddetti “terreni bianchi” hanno mostrato in alcuni casi una maggiore sofferenza durante le fasi più calde e asciutte della stagione. Il risultato positivo di quest’anno non esclude quindi la necessità di guardare con attenzione agli scenari climatici dei prossimi anni. Ad esprimere un giudizio sono Tiziana Zago per Tenuta Gaggino, Federico Robbiano per Ca’ Bensi, Davide Cavelli per Azienda Vinicola Cavelli e il vicepresidente Franco Paravidino per Azienda Agricola La Piria. Dalla vigna alle bottiglie La vendemmia rappresenta sempre un momento importante per capire in quale direzione andrà la produzione. Il tema è stato al centro del confronto tra i produttori del Consiglio di amministrazione. La progressiva successione di estati caratterizzate da temperature elevate, periodi prolungati di siccità e precipitazioni meno regolari impone infatti una riflessione sulle pratiche agronomiche e sulle scelte da adottare per preservare nel tempo la qualità delle uve e l’equilibrio dei vigneti. La vendemmia 2026 ha dimostrato che il territorio è stato in grado di rispondere complessivamente bene a una stagione particolarmente calda. Allo stesso tempo, proprio l’esperienza di quest’anno spinge i produttori a valutare con anticipo possibili interventi e strategie capaci di ridurre i rischi nel caso in cui condizioni di caldo e siccità ancora più marcate dovessero ripetersi nei prossimi anni. Per l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato il confronto tra le aziende diventa quindi anche uno strumento per condividere esperienze, osservazioni e pratiche di gestione del vigneto, mantenendo al centro la qualità delle produzioni e la tutela di un patrimonio vitivinicolo strettamente legato alle caratteristiche del territorio. La vendemmia 2026 lascia dunque aspettative positive in cantina, ma anche una consapevolezza precisa: la qualità delle prossime annate dipenderà sempre più dalla capacità di interpretare l’evoluzione climatica e di programmare per tempo le risposte più adatte alle nuove condizioni.