Economia
L'analisi
Quasi 3mila imprese artigiane trainano il settore: qualità ai vertici nazionali, ma cresce l’allarme per manodopera e rincari
4 Aprile 2026
ore
11:57
TORINO - Il Piemonte si conferma tra le regioni leader in Italia per la produzione dolciaria artigianale , entrando nella top ten nazionale per qualità e varietà. In vista della Pasqua, il comparto torna protagonista con un’offerta ampia e radicata nella tradizione. Sul territorio operano quasi 4mila imprese del settore dolciario e pasticcerie , di cui circa 3mila artigiane . A conferma di una filiera fortemente legata al saper fare locale e alla qualità delle materie prime. Le tavole degli italiani potranno contare su un patrimonio ricco. 24 prodotti piemontesi certificati Dop, Igp e Stg e ben 344 specialità agroalimentari tradizionali , molte delle quali legate proprio alle festività pasquali. Il settore è capillare su tutto il territorio regionale: oltre 4 imprese su 5 sono artigiane . Elemento che rafforza il valore identitario e culturale della produzione dolciaria piemontese. “Il Piemonte è da sempre terra di eccellenze culinarie”, sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte . Evidenziando il ruolo centrale delle imprese artigiane. Il nodo della manodopera qualificata Accanto ai punti di forza emergono criticità sempre più evidenti. La principale riguarda la difficoltà nel reperire personale qualificato , un problema che rischia di mettere in crisi la continuità del comparto. Nel 2025 le entrate di lavoratori nel settore sono scese a 840 unità contro le 1.260 del 2024 . Con il Piemonte che registra uno dei livelli più alti di difficoltà nel trovare pasticceri e panettieri. “Il reperimento di manodopera qualificata è fondamentale per tramandare il saper fare artigiano”, evidenzia Felici, sottolineando come oltre due operatori su tre siano difficili da reperire . Costi in aumento e impatto sui consumatori A pesare sulle imprese sono anche i rincari delle materie prime e dell’energia , aggravati dallo scenario internazionale legato alle tensioni nel Golfo. I dati evidenziano aumenti significativi: +17% per il cacao, +12,9% per il caffè e +6,8% per il cioccolato su base annua. Un impatto diretto anche sui prezzi finali, con un incremento del +3,1% per i prodotti di pasticceria e gelateria . “Si tratta di aumenti sostanziali – conclude Felici –. Servono misure di tutela per le imprese, perché queste difficoltà si riflettono inevitabilmente sui consumatori”.