Società
La procedura
La gara per l’assegnazione dell’appalto è stata pubblicata la scorsa settimana. Nel mirino l’area della città compresa tra la Rebba e il Borgo
21 Luglio 2026
ore
07:00
OVADA - Il via libera al progetto per il riordino dell' Orba è arrivato in primavera. La gara per l’assegnazione dell’appalto è stata pubblicata la scorsa settimana. È più vicino l’intervento per la riduzione del rischio idrogeologico e di esondazioni sul greto del Torrente Orba. Nel mirino l’area della città compresa tra la Rebba e il Borgo, passando tra Regione Carlovini e la Veneta, messa a repentaglio dalla devastante piena del torrente nel 2021. Nel complesso, i lavori a base d’asta ammontano a poco più di 1 milione 400 mila euro. Nel complesso l’intervento prevede una serie di innalzamenti di barriere di protezione collocate nelle aree in cui l’acqua potrebbe fare maggiori danni. A contrappeso saranno individuati spazi di sfogo delle acque a distanza dai punti sensibili. Lo scenario cittadino del 5 ottobre 2021 rappresentava una vasta area accanto all’Orba invasa dal fango nelle parti più basse. A pagare un prezzo importante furono alcuni simboli della nostra economia come Ormig e Vezzani, aziende costruite in prossimità del torrente. I sopralluoghi dei giorni successivi portarono alla concessione di un contributo da 2 milioni di euro da parte della Regione Piemonte. Rischio concreto Nell’immediato, i danni prodotti dall'Orba da quell’ondata di maltempo senza precedenti portarono alla concessione da parte del Governo dello “Stato di emergenza” concesso per sbloccare fondi straordinari per rimediare. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato dell’11 agosto alle 12. Le immagini della parte bassa della città coperte dal fango spinsero nei giorni successivi all’esondazione a più di una riflessione. Gli eventi atmosferici del periodo autunnale sempre più spesso si presentano con caratteristiche di gravità nemmeno sfiorate negli anni passati. Il basso Piemonte, nell’area di confine con la Liguria, sconta la relativa vicinanza al mare riscaldato dalle temperature oltre la media che stiamo sperimentando anche in questo momento dell’estate 2026. In autunno, allo scontrarsi dell’umidità con le prime correnti fresche, l’effetto può essere imponente. Negli ultimi anni sempre più spesso le parti più esposte della città hanno corso il rischio di situazioni spiacevole. La ricaduta immediata sull’economia della città è stata tangibile. Ora i lavori dovranno determinare condizioni più favorevoli, nella speranza che quanto progettato si riveli realmente utile. Molti gli esperti che da anni ammoniscono sulla presenza di un rischio molto concreto.