Politica
La proposta
Dopo i recenti fatti di regione Carlovini
8 Settembre 2026
ore
07:01
OVADA - Rimane forte in città , a una settimana esatta dai fatti, l'eco dell' accoltellamento che in Regione Carlovini ha coinvolto Moreno Piccardo, piccolo artigiano residente nell'area in prossimità del Geirino, ed in misura meno grave la moglie. L'uomo stava cercando di scongiurare il furto della sua auto quando è stato coinvolto in un'aggressione che poteva avere conseguenze molto gravi. L'eco a molto turbato una comunità abituata a una relativa tranquillità. Ed i fatti hanno contribuito a riaccendere la discussione sul tema della sicurezza cittadina. L'argomento è stato oggetto della commissione dei capigruppo andata in scena mercoledì scorso alla presenza del s indaco di Ovada, Gianfranco Comaschi, e dei rappresentanti delle principali forze politiche in consiglio comunale. E proprio da uno degli esponenti più in vista arriva una proposta destinata a far discutere. E' Angelo Priolo, capogruppo di “Prima Ovada” e contemporaneamente segretario cittadino di Fratelli d'Italia a proporre di fare un esperimento con il “Controllo di vicinato”. La provocazione è stata lanciata qualche giorno fa dai canali del suo gruppo Facebook “L'Ovada che vorrei”. “Non stiamo parlando in nessun modo di ronde – chiarisce l'esponente politico – Ma il nuovo regolamento cittadino approvato qualche settimana fa apre a questo tipo di possibilità. Serve il coinvolgimento di tutti per provare a rendere più sicura la nostra città”. Nuova prospettiva Dopo l'accoltellamento di Piccardo è rimasto molto più basso il volume della politica amministrativa. Niente a che vedere con quanto andato in scena nel mese di maggio dopo l'altro fatto di cronaca che coinvolse in corso Italia un adolescente proveniente dalla Valle Stura accoltellato da un quasi coetaneo. “Quel fatto – precisa Priolo che firmò un'interrogazione condivisa da tutta la minoranza – rimane più grave perchè a mio modo di vedere c'erano state avvisaglie. Quel che è successo la settimana scorsa non era prevedibile”. Lo stesso consigliere spiega il senso della sua proposta. “Mi riferisco a lla possibilità che piccoli gruppi di cittadini in una zona circoscritta della città contribuiscano a tenere d'occhio la città, si scambino informazioni e al tempo stesso segnalino alle Forze dell'Ordine eventuali casi sospetti”. Nel frattempo si attende l'introduzione del sistema di videosorveglianza destinato a diventare uno strumento in più in sede di prevenzione e per individuare i responsabili di eventuali atti criminosi.