Economia
Il caso
Cia chiede reciprocità negli accordi commerciali. L’allevatore Marco Capra: «L’import incide anche sui prezzi». Ferrando: «Standard di sicurezza a tutela di agricoltori e consumatori»
6 Settembre 2026
ore
12:28
ALESSANDRIA – Lo stop dell'Ue alle importazioni dal Brasile di carne e altri prodotti di origine animale riaccende il dibattito sulla reciprocità negli scambi commerciali. Cia-Agricoltori Italiani accoglie favorevolmente la decisione e chiede che gli stessi criteri vengano applicati a tutti i futuri accordi con Paesi extra Ue. La Commissione europea ha deciso di sospendere le importazioni dal Brasile di bovini, equini, pollame, uova, miele e prodotti dell'acquacoltura . Questo, dopo aver riscontrato, secondo quanto riferisce Cia, garanzie insufficienti sul rispetto degli standard comunitari, in particolare per l'impiego di antimicrobici e ormoni della crescita negli allevamenti. Capra: «Le importazioni incidono sui prezzi» Sul provvedimento interviene anche Marco Capra , allevatore di Cia Alessandria-Asti, che pone l'accento sulle conseguenze per le aziende del territorio. «Le nostre carni si distinguono per qualità e salubrità, in molti casi all'estero i controlli sono meno severi – afferma –. Anche dal punto di vista economico, l'import incide sul mercato attraverso i suoi grandi quantitativi, svalutando anche il prezzo del prodotto italiano ». Capra solleva inoltre la questione dei controlli sulle sostanze utilizzate durante l'allevamento. Secondo l'imprenditore, sul vitello vivo è possibile effettuare specifiche analisi, mentre sulla carne importata già macellata può risultare più difficile individuare eventuali sostanze utilizzate durante la crescita dell'animale. Ferrando: «Reciprocità deve diventare la regola» Il tema riguarda anche altri comparti importanti per l'agricoltura alessandrina. A sottolinearlo è Daniela Ferrando, presidente di Cia Alessandria-Asti e apicoltrice , soffermandosi in particolare sul miele. «Il miele è un prodotto naturale che non subisce alcuna trasformazione. Cia insiste da tempo sulla necessità di avere gli standard di sicurezza, a tutela del lavoro degli agricoltori e della salute dei consumatori », spiega Ferrando. Per la presidente provinciale, gli accordi basati sulla reciprocità devono diventare la regola in un mercato agricolo sempre più globale. Fini: «Stesse condizioni per tutti» La posizione territoriale si inserisce nella richiesta avanzata dal presidente nazionale di Cia Cristiano Fini , secondo il quale il provvedimento sul Brasile potrebbe rappresentare un precedente importante. Per Cia, reciprocità significa chiedere agli operatori dei Paesi terzi standard comparabili a quelli europei in materia di produzione, sicurezza alimentare e ambientale, tutela dei lavoratori e benessere animale . «Gli agricoltori europei non chiedono protezionismo, ma parità di condizioni», conclude Fini. Una questione che, per Cia Alessandria-Asti, riguarda direttamente anche la competitività delle aziende agricole e zootecniche del territorio.