Società
La sperimentazione
Definito da Asl Al e assessorato alla sanità
15 Aprile 2026
ore
06:59
OVADA - È una fase nuova quella che potrebbe aprirsi per l’ Ospedale Civile di via Ruffini e il Pronto Soccorso da domani, giovedì16 aprile,. In quella data, secondo quanto contenuto sulla delibera approvata qualche settimana fa da Asl Al, dovrà entrare in vigore il nuovo protocollo per la sperimentazione del ritorno delle ambulanze del 118 presso il presidio cittadino. Le regole sono ben note: potranno accedere pazienti stabili, a basso indice di complessità, nell’ambito di un approccio generale e integrato di gestione delle loro patologie. Un ruolo importante lo dovranno giocare i medici di famiglia. L’annuncio di questa svolta l’ha dato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi nell’ambito della sua visita ovadese in cui descrisse il nuovo piano socio sanitario approvato da poco. Il 118 non scarica a Ovada dal 2012. In quell’anno fu approvato il via libera al declassamento dell’ospedale con l’allontanamento degli anestesisti reperibili al servizio della struttura. Nel 2016 una delibera regionale approvata dall’allora assessore Antonio Saitta definì l’area come Pronto Soccorso d’area disagiata. Dal 2020, dopo la chiusura disposta a causa del Covid-19, il punto d’emergenza è aperto sotto la responsabilità del reparto di Medicina. Il provvedimento approvato da Asl Al definisce il contesto generale e affida i compiti specifici ai diversi attori coinvolti nell’operazione. Partita prolungata La stima che accompagna l’attivazione del protocollo stilato per il Pronto Soccorso dell'ospedale parla di 2 mila casi all’anno. Nei primi sei mesi saranno i medici di medicina generale, dopo visita a domicilio, a poter inviare una chiamata alla centrale operativa del 118. I soggetti coinvolti saranno pazienti stabili che richiedono un approccio diagnostico di base o terapia urgente non gestibile a domicilio. Sono esclusi quei pazienti affetti da patologia acuta non trattabile presso il Pronto Soccorso di via Ruffini. Nel medio termine è prevista l’attivazione e riconoscimento di due letti di astanteria con adeguamento del personale infermieristico. Per la natura dell’ospedale di Ovada è previsto l’invio di personale oncologico anche da altri distretti della nostra Provincia. «I trasporti secondari – si legge in un altro passaggio significativo – non tempo dipendenti ricadono tutti sull’organico della Medicina a indirizzo oncologico 4 unità totali più il responsabile Pronto Soccorso e il Direttore Struttura Complessa che si fa carico della presenza attiva di Reparto e reperibilità notturne e il personale infermieristico di Pronto Soccorso in sofferenza da tempo». All’accordo si è arrivati dopo una prolungata interlocuzione tra le parti. A quanto succede ad Ovada guarda non solo la città ma un territorio più allargato che valica anche in confini della Regione.