Società
Lo stallo
Interventi in calendario nei territori di Lerma e Casaleggio
14 Settembre 2026
ore
07:55
LERMA - Si riapre la partita attorno ai ripristini concordati per i torrenti Gorzente e Piota parzialmente compromessi, tra 2024 e 2025, dagli sversamenti di fanghi e limi provenienti dall’ invaso principale della Lavagnina sottoposto ai lavori di manutenzione straordinario portati avanti da Iren. Nell’ultimo vertice andato in scena in Provincia, alla presenza dei vertici dell’azienda, dei rappresentanti degli enti locali e delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, la promessa spesa era quella di un cronoprogramma dettagliato degli interventi da sviluppare proprio nel mese appena iniziato. «Siamo in attesa - spiega Enzo Travaglia, presidente del Comitato per la Tutela di Gorzente e Piota nato sull’onda emotiva provocata dai torrenti invasi dai detriti - Chiaramente non arretriamo dalle nostre posizioni che sono di assoluto buon senso». Nei mesi precedenti Iren aveva acconsentito ad occuparsi delle due località Mulino, collocate rispettivamente nelle aree di Lerma e di Casaleggio. Ma in ballo c’erano altri cinque punti, indicati dall’associazione, sui quali gli ambientalisti chiedono di sapere cosa succederà. Le altre aree individuate sono San Pantaleo, Masino, Lago delle Streghe, Lago dell’Acqua Buona, nell’area di Lerma e Cravaria nel territorio di Casaleggio Boiro per fortuna solo sfiorata dalle fiamme del grande incendio che ha caratterizzato il mese di agosto al confine con il territorio di Mornese. «Riteniamo – avevano spiegato i rappresentanti del comitato al momento della presentazione del piano – che queste proposte rappresentino un primo e necessario ripristino delle originarie condizioni dei torrenti, indispensabile per salvaguardare l’attrattività turistica del territorio da realizzare con urgenza per poter poi proseguire con il ripopolamento della fauna ittica che al momento è ancora gravemente compromessa». Problemi complessivi Iren, in un primo momento si è detta disponibile a intervenire solo nei primi due punti di Gorzente e Piota. Il successivo vertice, dopo le pressioni degli enti e del Parco, ha portato a una parziale apertura a considerare il piano nel suo complesso. Se è vero che in questi due anni la natura ha compiuto un importante lavoro di recupero, consentendo ai torrenti di avvicinarsi gradualmente alle condizioni precedenti agli eventi che li hanno interessati, è altrettanto vero che tale processo necessita ancora di un sostegno concreto. Come previsto, numerosi tratti presentano oggi fondali fortemente ridotti a causa delle sabbie depositate e smosse dagli interventi effettuati. La situazione osservata nel mese di giugno si è ulteriormente aggravata a causa della persistente siccità che hanno inciso sulla portata dei corsi d’acqua e hanno determinato 14 con evidenti conseguenze ambientali e paesaggistiche. Sullo sfondo un territorio che fa i conti con un totale stravolgimento dello scenario ambientale al quale era abituato. Le conseguenze peggiori sono legati a quell’economia che si è sempre giovata delle attivit...