Acqui-Genova, i pendolari contestano i dati con i bus sostitutivi
Dall’inizio dell’anno sono stati solo due i mesi in cui lo sforamento dei limiti imposti ha portato alla concessione dei bonus per i pendolari. Lo scorso anno erano stati sei con uno sconto complessivo del 10% sugli abbonamenti annuali
OVADA – L’Odissea di chi dal basso Piemonte deve raggiungere Genova è quotidiana. La linea in partenza da Acqui e in transito da Ovada offre ogni giorno problemi che si verificano soprattutto nella fascia più utilizzata dai pendolari. La rabbia di chi viaggia è solo l’amara conseguenza. A fronte di questo scenario, l’indicatore introdotto dalla Regione Liguria per monitorare la qualità del servizio indica un 2026 migliore rispetto agli ultimi anni. Dall’inizio dell’anno sono stati solo due i mesi in cui lo sforamento dei limiti imposti ha portato alla concessione dei bonus per i pendolari. Lo scorso anno erano stati sei con uno sconto complessivo del 10% sugli abbonamenti annuali.
I numeri però sono sempre oggetto di discussione. A riproporre il tema qualche giorno sono state le associazioni dei pendolari. Anche il Comitato Trasporti Valli Stura e Orba chiede che nei mesi in cui il trasferimento è assicurato con il bus lo sconto sia automatico. «I bus sostitutivi – spiega l’associazione – comportano tempi di percorrenza più lunghi, partenze anticipate, maggiori disagi dovuti al traffico. Chiediamo che in caso di sospensione prolungata del servizio venga riconosciuto automaticamente il bonus regionale del 20%».
Scenario complesso
A farsi carico della richiesta dei pendolari diretti a Genova nei giorni scorsi è stato il consigliere provinciale di minoranza Nicola De Angelis. «Ogni giorno – spiega il consigliere centinaia di studenti e lavoratori piemontesi subiscono ritardi interminabili, soppressioni improvvise e bus sostitutivi inadeguati o male organizzati». Sullo sfondo il ricordo fresco di cosa è accaduto tra il 17 agosto e la settimana scorsa: le cose sono andate meglio rispetto agli anni passati anche perchè ad essere diverse sono le condizioni dell’A26 sulla quale ancora oggi è in vigore la sospensione dei cantieri su tutto il tratto compreso tra Ovada e l’innesto in A10.
«La nostra – rincara però la dose il comitato – è una richiesta di equità». Sembrano lontani i clamori che la questione trasporti verso la Liguria hanno suscitato nell’autunno del 2024. In quel periodo si tenne il vertice organizzato a Ovada tra sindaci e rappresentati delle Ferrovie. Uno sforzo enorme che ha partorito il più classico topolino.