Acqui – Genova, chiusura al termine: da lunedì tornano i treni
Linea interrotta dal 18 agosto scorso
OVADA – Possono tirare un sospiro di sollievo gli utenti abituali della linea ferroviaria Acqui – Genova. Si chiude di fatto domenica l’interruzione estiva programma della circolazione sui binari. Da lunedì mattina i pendolari potranno dire addio al servizio di trasporto organizzato con i bus sostitutivi per tornare a viaggiare sui treni in transito dal basso Piemonte alla città di Genova. Sono stati 26 giorni in cui i viaggiatori hanno dovuto far di necessità virtù barcamenandosi tra autobus in transito sulla tratta completa compresa tra i due capolinea. Tempi di percorrenza più dilatati a causa dei lunghi tratti di strada normale presenti tra le stazioni principali hanno portato alla necessità di anticipare gli orari di partenza dei collegamenti nelle fasce di riferimento per i pendolari con l’obiettivo di preservare gli orari di arrivo a destinazione e le necessità dei lavoratori.
Come da qualche anno a questa parte l’interruzione è stata traslata anche al mese di settembre ma si conclude con la riapertura delle scuole nell’area metropolitana di Genova. Ancora difficile stilare un bilancio reale di come sono andate le cose anche se, ad una prima sensazione, le cose sembrano essere andate meglio che negli ultimi anni. Un fattore rilevante è stato rappresentato anche da un collegamento attraverso l’A26 finalmente liberato dai cantieri che hanno caratterizzato negli ultimi anni il tratto tra Ovada e l’innesto in A10.
Situazione precaria
Come ogni anno la chiusura estiva dell’Acqui – Genova è stata determinata dalla necessità di effettuare lavori di manutenzione straordinaria sul percorso. A ciò si aggiunge anche il maxi cantiere con il quale a Mele sta nascendo la galleria destinata a “superare” la storica frana che strozza la linea in uscita dal Turchino dal 2001.
Nel frattempo fa sempre molto discutere il livello del servizio offerto sulla linea. Chi ha fatto l’abbonamento per il mese di settembre ha usufruito degli sconti previsti a causa dell’eccesso di ritardo accumulato nel mese di giugno. Dall’inizio del 2026 sono stati finora tre i mesi in cui sono stati registrati valori dell’indice di affidabilità non conformi con quanto richiesto dalla Regione Liguria. Di fatto si tratta di una situazione molto simile a quanto già visto negli anni passati.