Acqui-Genova, l’emergenza silenziosa è nei dati del 2025
Un servizio in rapido peggioramento. E i pendolari segnalano...
OVADA – Sei mesi al di sotto degli standard minimi indicati da Regione Liguria. I collegamenti assicurati, nel mese di agosto, solo con i bus. Anche per il 2025 il bilancio dell’Acqui Genova è pesantemente in rosso. Un’emergenza silenziosa, dopo i clamori, del 2024 che si consuma ogni giorno tra il basso Piemonte e la Liguria. Il mese di dicembre è stato il peggiore dell’anno: il valore si è attestato a 3.3. I pendolari avranno ancora diritto agli sconti sui prossimi acquisti di abbonamenti annuali o mensili. «Se consideriamo che i bonus sono al 20% – spiega Fabio Ottonello, presidente del Comitato Trasporti Valli Stura e Orba – I viaggiatori nel 2025 hanno usufruito di uno sconto complessivo del 10%. Si tratta di 60-80 euro. Ma ne farebbero a meno se il servizio fosse più efficiente».
I frequenti ritardi più recenti si sono verificati al termine della campagna di sostituzione dei binari e consolidamento della massicciata tra Ovada e Borzoli finanziata dai fondi Pnrr. Molti viaggiatori si aspettavano un beneficio, sebbene minimo, nei tempi di percorrenza. Nel frattempo proseguono i lavori di costruzione della galleria artificiale che a Mele dovrà porre rimedio alla storica frana che dal 2001 strozza la linea all’uscita del Turchino. Tra la fine di agosto e l’inizio del mese di settembre, in concomitanza proprio con la chiusura estiva, si procederà al collegamento tra il nuovo percorso e quello abituale all’altezza della stazione del piccolo comune ligure. Intanto viaggiare sarà complesso fino a fine marzo. Per lavoro al nodo di Genova molti nove collegamenti, dei 26 disponibili ogni giorno, subiranno riduzioni.
Anno difficile
Da luglio in poi viaggiare sull’Acqui – Genova è stato molto complesso. Nel mese di gennaio l’indice si era attestato a 3.0. I bonus scattano sopra 2.3 di un valore introdotto come sintesi di tempi di percorrenza e modalità. «Consideriamo – chiarisce Alessandra Rapetti, membro del comitato – che da anni contestiamo il valore di agosto. Viaggiamo con i bus, un disagio già implicito alla modalità di trasporto». Dal mese di luglio il dettaglio è eloquente: 2.5, lo stesso valore a settembre, 3 a ottobre, 2.8 a novembre, 3.3 a dicembre. Un disastro. Nel 2024 erano stati otto i mesi oltre i limiti. E dire che la tratta, per tanti anni inserita da Legambiente tra le peggiori del nostro Paese, per l’ultimo rapporto Pendolaria è uscita dall’elenco.
I dati sono il frutto di due aspetti diversi. I tempi di viaggio di norma sono molto dilatati. Per coprire i 44 chilometri tra Acqui – Terme e Genova Brignole servono 90 minuti. La maggior parte del percorso è a binario unico: in caso di intoppi e guasti l’intervento risulta più complesso e farraginoso. La conferma arriva dai valori registrati da Regione Liguria sulle altre direttive di competenza. La tratta tra Genova, Busalla e Arquata, comparabile per utenza e modalità di trasporto, mediamente registra valori attorno a 1. Solo il mese di dicembre ha evidenziato un peggioramento a 1.9. Valori ben lontani da quanto evidenziato sull’Acqui – Genova. «Parliamo – prosegue Ottonello – di situazioni che hanno un impatto pesante sulla vita delle persone. Se i viaggi fossero anche solo di cinque minuti più rapidi vorrebbe dire molto per i pendolari».