Ovada: Orba, il progetto finanziato dalla Regione punta a proteggere le aziende
La piena del torrente nel 2021 aveva rischiato di mettere in ginocchio non solo piccole aziende, ma anche alcuni simboli dell'economia cittadina
OVADA – Le risorse necessarie vengono dalla Regione, il comune di Ovada punta a mettere in sicurezza l’area in prossimità del greto dell’Orba messa a dura prova dalle piene più recenti di un terreno. La violenza degli eventi meteorologici registrati negli ultimi anni ha imposto il tema come una priorità assoluta per la città. L’alluvione del 2021 ha ricordato come parametri utili nelle decadi precedenti oggi non siano più garanzia di sicurezza. E nel contempo la piena del torrente ha rischiato di mettere in ginocchio, non solo piccole aziende che per loro natura sono più fragili, ma anche alcuni simboli dell’economia cittadina come Ormig, Camst (ex Policoop) e Vezzani, aziende affacciate sull’Orba.
«Lavoriamo per mettere in sicurezza tutta l’area», ha assicurato qualche giorno fa il sindaco di Ovada, Gianfranco Comaschi. La platea era quella della premiazione dell’Artigiano dell’anno organizzata da Confartigianato.
Progetto integrato
Il progetto elaborato per l’Orba lo scorso anno dall’Ufficio Tecnico del Comune di Ovada ha ottenuto il via libera da Torino che ha sbloccato un relativo finanziamento della Protezione Civile. L’obiettivo è l’area del torrente compresa tra Regione Carlovini, la Veneta e il Borgo. Ed allora è stato immaginato un nuovo assetto, fatto di barriere e aree di sfogo che dovrebbe permettere al torrente di mantenere il suo collocamento naturale e non mettere a repentaglio la zone in prossimità. Rimane da capire quando partiranno i lavori che necessariamente dovranno sfruttare una stagione secca.
Nel dettaglio di parla di un sistema integrato di barriere di protezione e zone di sfogo che dia al torrente lo spazio necessario in caso di portata d’acqua straordinario e nel contempo sia una protezione per gli insediamenti. Subito dopo il primo intervento dopo l’alluvione del 2021 sollevò polemiche l’argine piazzato in prossimità delle aziende collocate in Regione Carlovini. Quello è uno dei punti in cui è previsto l’intervento mentre il comune di Ovada si sta occupando di distribuire, secondo le regole, i risarcimenti per i soggetti privati più colpiti dall’alluvione stessa.