Società
La cerimonia
Recuperati i locali della Soms
22 Aprile 2026
ore
07:00
OVADA - Offrire più occasioni ai minori di partecipare alla vita sociale». Nasce con questo intento “La scatola magica”, lo spazio allestito dal Consorzio Servizi Sociali all’interno dei locali della Soms in via Sant’Antonio. Un polo dedicato a adolescenti con problemi di disabilità o alle prese con situazioni di generico disagio. «Questo centro - ha spiegato Franca Repetto, presidente del Consorzio - è parte della visione che abbiamo messo in campo in questi anni. Ne fanno parte il centro diurno “Lo Zainetto”, l’ex Story Park, lo spazio per l’infanzia “Camminfacendo” alle Aie» . Spazi diversi per età differenti e necessità di interventi specifici. All’interno dell’area troverà spazio il Centro Hanna, nato all’interno dell’ Istituto Pertini, per promuovere l’integrazione degli studenti disabili attraverso le tecnologie digitali. E poi servizi educativi territoriali attraverso la creazione di gruppi e rapporti 1 a 1. «L’area - chiarisce Gianni Zillante, direttore del Consorzio - deve diventare un punto di riferimento e supporto per soggetti del Terzo Settore del territorio con particolare riferimento al tema della disabilità e dei disturbi specifici dell’apprendimento». In primo piano i disturbi dello spettro autistico sempre più frequenti in ambito scolastico. «Questo intervento - spiega Alessandro Alloisio, presidente della Soms - è totalmente conforme con le finalità della nostra associazione. Con i nostri membri ci siamo chiesti più volte come avere un ruolo attivo nella società. Questo è un esempio concreto». L’accordo avrà una durata ventennale. Progetto integrato Il centro “La scatola magica” è nato sfruttando i finanziamenti per le politiche sociali messi a disposizione dal Pnrr. «Il Consorzio - è intervenuto Gianni Olivieri, assessore alla Politiche Sociali - è un gioiello che va difeso con i denti. Quest’esperienza dimostra che nel piccolo può essere sviluppato un grande valore». Colori e ambienti riorganizzati hanno l’obiettivo di creare un ambiente confortevole e accoglienze che contibuisca ad alleviare lo stress dei fruitori. S’inserisce in questo ambito anche la stanza “Snoezelen”, realizzata con il contributo della Fondazione Cral in uno degli spazi minori in cui «Chi ha percezioni sensoriali alterate – spiega l’assistente sociale Valentina Aquaroli – può entrare in uno stato di ansia. Il trattamento all’interno di una “snoezelen room” permette alle persona di riprendere il controllo sei sensi mediante superfici tattili, stimoli gustativi, aromi ed effetti di tipo luminoso, musicale ed uditivo» .