Venerdì 19 Luglio 2019

Ovada

Sit in: il "giallo" del pendolare identificato

Protesta dei pendolari ieri sera davanti alla stazione centrale. Brutta avventura per un viaggiatore che distribuiva volantini 

protesta pendolari

Un momento del sit in: le ragioni del Comitato

OVADA - Forti di 2.500 firme raccolta in un mese, hanno protestato davanti alla stazione costata 4.2 milioni di euro i pendolari che si oppongono alla definitiva chiusura della biglietteria, l’ultima rimasta sull’Acqui – Genova. Con loro tanti sindaci dell’Ovadese, Acquese e della Valle Stura a ideale rappresentanza di tutti i comuni che due anni fa hanno sottoscritto l’intesa con il Comitato Trasporti Valli Orba e Stura. Fra i viaggiatori, tanti in arrivo da Genova con il treno delle 17.13, diverse storie di utilizzo quotidiano del treno. Ad uno di questi, Paolo Trincheri membro del Comitato, è pure capitato un episodio spiacevole: mentre distribuiva volantini informativi sul sit – in è stato fermato da un controllore, accompagnato alla Polfer di Brignole dove è stato identificato. “Non possiamo certo accettare – ha spiega il sindaco di Ovada Paolo Lantero – questo modo di fare da parte delle Ferrovie. Un dipendente costa 50 mila euro l’anno, una cifra che si può spendere per garantire un servizio fondamentale. Chiediamo che le ferrovie vengano qui per un incontro, ascoltare anche le nostre proposte. In mancanza di una risposta siamo pronti a iniziative più eclatanti”.

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