Società
Il progetto
All'interno de "La scatola magica" in via Sant'Antonio
3 Marzo 2026
ore
06:58
OVADA - Rappresenta un nuovo spazio a disposizione per tutta la città la stanza multisensoriale che il Consorzio Servizi Sociali dell'Ovadese sta allestendo in via San Antonio. Il progetto è quello de “La scatola magica”. Le attività si rivolgeranno a soggetti con diversi tipi di disabilità cognitive, autismo, demenza (Alzheimer), in contesti di burnout, neonati e bambini in età prescolare. «L’approccio multisensoriale - spiega l ’assistente sociale Valentina Aquaroli che sta seguendo il progetto - si prefigge di migliorare la qualità della vita , ridurre comportamenti problematici, favorire la comunicazione non verbale, promuovere l’autonomia e la memoria». La “scatola magica” è lo spazio rivolto ai giovani con esigenze particolari che il Consorzio sta realizzando dopo l’accordo fatto con la Soms. Spazi come quelli realizzati in via Sant’Antonio stimolano la curiosità, favoriscono l’orientamento spazio-temporale, e sono in grado di generare stati che concorrono al benessere, alla serenità e all’autostima, il tutto attraverso una stimolazione multisensoriale controllata. Stimolo diverso La stanza multisensoriale risponde ai dettami della filosofia Snoezelen particolarmente in voga nei paesi del Nord Europa. «Chi ha percezioni sensoriali alterate - prosegue Aquaroli - è confusa rispetto a ciò che vede, tocca, sente, assaggia e ogni stimolo ha la capacità potenziale di creare uno stato di ansia, confusione e e quindi di generare precisi disturbi a livello comportamentale. Il trattamento all’interno di una “snoezelen room” permette alle persona di riprendere, per quanto possibile, il controllo di vista, tatto, udito, odorato e gusto mediante superfici tattili particolari, stimoli gustativi, aromi ed effetti di tipo luminoso, musicale ed uditivo» . Questo tipo di stanza inoltre, comporta un miglioramento dello stato dell’ospite che riduce gli stati di aggressività ed apatia, migliorando l’umore, la serenità e la relazione con gli altri attraverso una riattivazione programmata delle sue funzioni cognitive residuali.