Società
La campagna
Un bilancio provvisorio dell'iniziativa. Distribuiti i moduli in almeno 70 punti dislocati su tutto il territorio
7 Settembre 2026
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07:01
OVADA - Sono oltre 800 le firme raccolte nell’ambito della campagna avviata a giugno dall’ Associazione Pendolari Ovadesi che spinge per la riapertura della linea ferroviaria “Ovada - Alessandria”. «Siamo molto soddisfatti - spiega il presidente Marco Martini - e non lo nascondiamo». L’adesione alla campagna per la linea chiusa dal 2012 è stata imponente. «In realtà prosegue Martini - parliamo solo delle firme ad oggi in possesso delle associazioni. Abbiamo distribuito i moduli in almeno 70 punti dislocati su tutto il territorio interessato. Quindi è presto per trarre delle conclusioni attendibili». L’eco dell’iniziativa si era rivelata importante già nelle prime settimane. Oggi la tratta verso il capoluogo di provincia è coperta su gomma con un sistema poco efficiente e portatore di grandi disagi per chi viaggia con regolarità. Sullo sfondo rimane il processo già avviato per la riapertura che dovrebbe concretizzarsi nel 2027. La linea ferroviaria è attualmente interessata da lavori di rinnovo dei binari e consolidamento della massicciata nel tratto compreso tra la nostra città e il comune di Predosa. Il tratto interessato è di 9 chilometri. Per portare avanti le operazioni sono stati chiusi i passaggi a livello in corso Saracco e in strada della Caminata. A definirli «lavori strategici» è stato qualche settimana fa il sindaco di ovada, Gianfranco Comaschi. Strada segnata? La tratta Ovada - Alessandria è sempre stata utilizzata per il trasporto delle merci in arrivo da Genova. La riattivazione comporterebbe quindi un impegno minore rispetto a quanto avvenuto in altre direttive chiuse a loro volta nel 2012, anno terribile per il trasporto pubblico locale nella nostra Regione. Nel corso dell’assemblea di presentazione andata in scena alla Loggia di San Sebastiano nel mese di giugno furono i consiglieri regionali Davide Buzzi Langhi (Forza Italia) e Domenico Ravetti (Partito Democratico) a informare del tentativo bipartisan per arrivare a una riapertura. L’ipotesi percorsa è di destinare risorse che oggi la Regione investe per la Ceva - Ormea. «Ne siamo felici - ha spiegato in più di un’occasione Martini - ma ci fermeremo solo fino a obbiettivo raggiunto». La raccolta firme si concluderà il 31 ottobre.