Società
Il caso
Intervento sul tetto
6 Maggio 2026
ore
07:00
OVADA - L’ex biglietteria chiusa dal 2019 chiusa: dalle fessure delle tendine spuntano cavi e fili delle attrezzature utilizzate dagli addetti ancora abbandonate sul pavimento. E poi le porte interne che conducevano al bar sprangate. Sembra terra di nessuno la stazione centrale di Ovada. Ed il paradosso è che per un edificio abbandonato da tempo, Rete Ferroviaria Italiana continua a investire. Sono infatti in corso gli interventi per il ripristino del tetto a completamento del recupero già avviato proprio del 2024. Il cantiere prevede la spesa di altri 630 mila euro rispetto ai 4.5 milioni già investiti solo pochi anni fa. Ma la stazione è un contenitore vuoto di servizi per chi viaggia. L’unica concessione è qualche panchina per l’attesa dei treni. Anche due giorni fa si è riproposto il tipico scenario che porta i viaggiatori dell’ Acqui - Genova a rimpiangere la biglietteria. La circolazione è stata interrotta per qualche ora a causa di un intervento necessario alla linea di alimentazione all’altezza della stazione di Campo Ligure. Nel primo pomeriggio la linea è rimasta spezzata in due. Gli utenti sono rimasti “appesi” alle poche informazioni fornite dalla app. I collegamenti del primo pomeriggio hanno subito ritardi compresi tra 45 e 30 minuti. Il servizio sostitutivo di bus non si è concretizzato. Per diversi minuti i pendolari non hanno saputo se e come avrebbero potuto raggiungere la loro destinazione. Situazione particolare I ponteggi sono stati collocati lo scorso agosto. I lavori per il tetto sarebbero dovuti entrare nel vivo in autunno per un totale di 270 giorni. L’edificio è stato inserito nell’ambito di un’operazione più ampia che coinvolge anche la stazione di Genova Mignanego. Ogni anno, secondo i dati messi a disposizione dalla stessa RFI, dalla stazione di Ovada transitano almeno 420 mila utenti della linea Acqui Genova. I numeri dovrebbero essere interessanti per considerazioni più ampie. Come sempre, l’abbandono prolungato ha i suoi effetti: i locali in abbandono denunciano degrado, gli atti vandalici non mancano nonostante il sistema di videosorveglianza. La sporcizia regna sovrana in alcuni punti. E poi la ben nota questione dell’ascensore spesso in avaria. Non è questione di principio: la strumentazione fu installata per permettere ai disabili di raggiungere il binario 3 dove transitano i treno per Acqui e per Genova. Oggi invece i ponteggi in uscita sul binario 1 sono installati non modo tale che una carrozzina ci passa appena. Le operazioni procedono a rilento. «Ci chiediamo – spiegano dal Comitato Trasporti Valli Stura e Orba che ha sollevato la questione – quali siano le intenzioni per lo scalo. Questa stazione è un guscio vuoto».