Società
L'operazione
Tra manifestazione di interesse e indirizzi regionali
17 Ottobre 2026
ore
10:00
OVADA - “La Regione ha indicato la linea Alessandria–Ovada quale possibile soluzione alternativa, ritenendola, sulla base delle valutazioni effettuate, l’unica infrastruttura potenzialmente idonea a mantenere sostanzialmente invariata la tempistica programmata, con un orizzonte temporale collocabile tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, a garantire un volume di produzione e un livello di servizio analoghi a quelli originariamente previsti per la linea Ceva–Ormea”. La frase contenuta nella relazione introduttiva al documento prodotto dall' Agenzia per la Mobilità del Piemonte apre di fatto la strada alla procedura necessaria per la riapertura della linea ferroviaria Ovada – Alessandria. L'annuncio era arrivato lo scorso giugno nel corso dell'assemblea pubblica andata in scena alla Loggia di San Sebastiano per la presentazione del Gruppo dei Pendolari Acquesi. A darla erano stati i consiglieri regionali Davide Buzzi Langhi (Forza Italia) e Domenico Ravetti (PD). Se l'azione si concretizzerà la tratta ferroviaria sarà riattivata a quattordici anni dal taglio applicato dalla stessa regione guidata da Roberto Cota nel 2012. Nel frattempo il documento spiega gli step successivi per la riattivazione. Regole di ingaggio La linea Ovada - Alessandria è tuttora oggetto della raccolta firme avviata dall'associazione dei pendolari che si concluderà con la fine del mese di ottobre. “La procedura scelta prevede la richiesta di una manifestazione di interesse, alla quale le imprese ferroviarie interessate a svolgere il servizio sulla linea Alessandria-Ovada potranno rispondere entro il 30 novembre. Questa modalità consente di garantire la massima trasparenza e, al tempo stesso, di favorire la partecipazione di più operatori, così da permettere alla Regione di valutare diverse proposte per l’effettuazione del servizio”. Questi i termini della questione. Il regolamento fa riferimento a un contratto per servizi di trasporto pubblico ferroviario di passeggeri con un valore annuo medio stimato inferiore a 7.500.000 euro e con una produzione annua inferiore a 500.000 treni-km.