Società
L'analisi
I dati del 2025
29 Gennaio 2026
ore
07:00
OVADA - Rocca Grimalda è l’unico paese dell’Ovadese che negli ultimi dodici mesi ha fatto registrare un incremento della popolazione seguendo la scia del centro zona. Al 31 dicembre 2025 il paese guidato da Enzo Cacciola era a quota 1.400 (+19 rispetto alla stessa data dell’anno precedente). L’incremento non è sufficiente perdite che in altri paesi principali del nostro territorio sono un riferimento. A Silvano d’Orba le cose sono andate particolarmente male. Erano 1.837 gli abitanti alla fine dello scorso anno. Il calo rispetto a dodici mesi prima è di 39 unità. I numeri puntuali però non tengono conto di una tendenza al depauperamento demografico che rappresenta da anni il fenomeno da contrastare per assicurare un futuro a queste aree. Secondo i dati che il Consorzio Servizi Sociali raccoglie per le sue rilevazioni, il totale della nei sedici paese dell’Ovadese si attestava a quota 26.958 unità. Nel 2024 il numero si era ridotto a 26.017. Non sono ancora arrivati i dati per tutti i comuni compresi nell’elenco ma è lecito pensare che la soglia psicologica di 26 mila sia stata oltrepassata. Non solo Silvano d’Orba scende nel 2025. Tagliolo è scesa sotto quota 1.500 abitanti regredendo a quota 1.471. Molare, sempre più lontana dai 2 mila abitanti, è fermo a 1.965. Cremolino si attesta a 1.006 con un calo ininterrotto che dura da anni. Il saldo naturale è il dato che presenta il passivo maggiore. L’età media dei residenti nei vari paesi non lascia immaginare un’inversione di tendenza significativa nei prossimi anni. I paese che salgono sono comunque in passivo rispetto a cinque anni fa. Nel 2025 è stato il caso di Cassinelle (da 843 a 845), Castelletto d’Orba (da 1.814 a 1.816). Numeri confermati a Trisobbio (638) ma in passivo a Carpeneto (da 871 a 859). Lo scorso anno gli abitanti del territorio compresi tra 40 e 60 anni di età erano oltre 9 mila. Ogni classe è rappresentata in maniera maggiore al crescere dell’età. Proprio a cavallo dei 60 i numeri maggiori. Indicazioni chiare Ogni piano sui servizi da fornire alla popolazione è tarato in base al parametro fondamentale della presenza di abitanti. Ecco perchè ridurre l’emorragia, se non proprio fermarla, sarebbe importante. La breve risalita di qualche anno fa è stata presto stoppata dal venir meno di una rete infrastrutturale efficiente a supporto. Autostrada e ferrovie non assicurano quella velocità di trasferimento che potrebbe convincere giovani coppie a stabilirsi dalle nostre parti pur lavorando nei centri di riferimento. «Siamo consapevoli – ha analizzato di recente Gianni Zillante, direttore del Consorzio Servizi Sociali -– che dietro a queste tendenze ci sono fenomeni molto più ampi e di per sé non governabili solo a livello territoriale. Abbiamo una qualità della vita importante, negli anni il territorio ha sviluppato una rete di servizi alla persona ed assistenza che devono rappresentare un vanto. Tutto questo però non può bastare»....