Cronaca
L'intervista
I fatti dello scorso 31 agosto. Moreno Piccardo ha ancora bisogno di cure e medicazioni. Ma da qualche giorno è tornato al lavoro all'interno dell'attività di cui è titolare in fondo a via Rocca, alla periferia della città
23 Settembre 2026
ore
09:33
OVADA - «Tante persone mi hanno detto che avrei dovuto lasciar perdere. Ma io credo che si debba avere un po' di considerazione di quello che è tuo». Moreno Piccardo è ancora convalescente dopo essere stato ferito nella tarda serata del 31 agosto scorso mentre, di fronte alla sua abitazione di regione Carlovini, affacciata sulla provinciale 204, cercava di sventare il furto della propria automobile parcheggiata in strada. La sua andatura tradisce i problemi persistenti alla gamba ferita. Piccardo ha ancora bisogno di cure e medicazioni. Ma da qualche giorno è tornato al lavoro all'interno dell'attività di cui è titolare in fondo a via Rocca, alla periferia della città. Per l'occasione Piccardo ha organizzato qualche giorno fa una “bicchierata” con gli amici e chi lo ha sostenuto negli ultimi venti giorni. L'immagine delle attività della giornata di ieri è molto diversa da quella offerta dal capannone vuoto nel giorno successivo ai fatti. Il pensiero rimane all'esperienza vissuta che lo ha coinvolto assieme alla moglie, a sua volta ferita anche se in modo più lieve. «Non posso dire di aver avuto paura – spiega oggi – Non ce n'è stato nemmeno il tempo. Ora vogliamo semplicemente mettere un punto a quanto successo e andare avanti». Frangenti drammatici Su fatti che hanno coinvolto Moreno Piccardo stanno ancora indagando i Carabinieri della stazione di Ovada e della Compagnia di Acqui Terme. «Saranno state le 22, ero in casa – spiega Piccardo (48 anni) – Ho sentito mia moglie uscire di casa e parlare a voce alta. Mi sono precipitato fuori anche io per capire che cosa stava succedendo ». Due uomini, nell'oscurità stavano cercando di entrare nella vettura di Piccardo. A breve distanza un'altra auto utilizzata dai malviventi. «Quello dal lato opposto a dove mi trovavo è riuscito a uscire e si è rifugiato nella loro vettura . Io sono riuscito a bloccare l'altro più vicino a me». Ne è nata una colluttazione. Piccardo si è fermato solo nel momento in cui ha sentito la sua gamba gocciolare. Il malvivente ha sferrato fendenti all'addome e alla gamba di Piccardo, ferendolo gravemente. «Si è fermata un'auto – prosegue la vittima – Una donna mi ha trasferito al pronto soccorso. Da li abbiamo atteso l'intervento dell'ambulanza del 118 che è stato pressoché immediato. Mi hanno stabilizzato, mi hanno fatto una trasfusione e siamo partiti per Alessandria. Il casello di Ovada era chiuso ma l'ambulanza è passata lo stesso. Mia moglie per seguirmi ha dovuto fare la provinciale». Al capannone le operazioni sono riprese come sempre. Piccardo deve solo stare attento ai movimenti. «Non nascondo – conclude – un po' di amaro in bocca. Credo che queste cose avvengano perché chi delinque ha la sensazione di non rischiare nulla. A me dispiace per mia madre e soprattutto per la mia bambina - che ha dieci anni - perché hanno vissuto l'esperienza e devono ancora superarla. Non amo il clamore quindi adesso tornerò alla mia vita. Ho rifiutato anche l'invito di alcune televisioni n...