Cronaca
Il caso
Bongioanni sostiene il ddl del Governo: «Norma necessaria per affrontare un contesto cambiato e garantire una gestione più efficace della fauna».
19 Giugno 2026
ore
14:30
ROMA - Fauna selvatica, al via in Senato la riforma della legge del 1992. Bongioanni: «Norma necessaria, serve responsabilità». È iniziata mercoledì, in Senato, la discussione del disegno di legge del Governo Meloni che punta a riformare la legge 157 dell’11 febbraio 1992 sulla gestione della fauna selvatica omeoterma (che mantengono costante la temperatura corporea). Un provvedimento atteso da tempo, dopo quasi un anno di esame e audizioni in Commissione, che secondo l’assessore regionale piemontese Paolo Bongioanni rappresenta «un’occasione per riscrivere una legge vecchia di oltre trent’anni in un contesto profondamente cambiato». Le trasformazioni L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca e Parchi della Regione Piemonte esprime apprezzamento nei confronti del Governo e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per aver portato avanti una riforma che, a suo giudizio, tiene conto delle trasformazioni intervenute negli ultimi decenni. «Dai cambiamenti climatici alla rinaturalizzazione degli ambienti, dalla proliferazione incontrollata di specie come il cinghiale all’insorgenza di pandemie come la peste suina, con tutto il problema della biosicurezza , fino ai danni all’agricoltura e agli incidenti stradali – afferma Bongioanni – ci troviamo di fronte a un quadro completamente mutato che richiede strumenti aggiornati e una gestione responsabile del rapporto tra uomo e patrimonio faunistico». Maggiore ruolo delle Regioni Tra le novità del disegno di legge figura un maggiore ruolo delle Regioni, che avrebbero più autonomia nella gestione della fauna selvatica, con l’obiettivo di adattare gli interventi alle specifiche esigenze territoriali. Il testo, secondo quanto evidenziato dall’assessore, mira a conciliare la tutela degli ecosistemi e della biodiversità con le esigenze delle attività produttive, in particolare del comparto agricolo. Il provvedimento riconosce inoltre il contributo dell’attività venatoria nella gestione faunistica , ritenuta strategica anche nel contrasto alla peste suina africana. Tra i temi affrontati figura anche quello del lupo: la specie non diverrebbe cacciabile, ma potrebbero essere previsti abbattimenti nell’ambito di specifici piani di contenimento nei casi ritenuti necessari. «Come Regione Piemonte – conclude Bongioanni – sosterremo il Governo e il ministro Lollobrigida su una riforma ormai non più rimandabile, che affronta la situazione con pragmatismo e lungimiranza. Mi auguro che il dibattito parlamentare non snaturi le innovazioni contenute nel testo e che prevalga il senso di responsabilità nell’interesse comune».