Società
Santo del giorno
Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, rifiutò di giurare fedeltà all’imperatore e trascorse quattro anni in esilio. Dedicò la vita alla predicazione e alla solidarietà
21 Ottobre 2026
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06:00
ALESSANDRIA - Il 21 ottobre la Chiesa ricorda San Gaspare del Bufalo , sacerdote romano, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue e protagonista di un’intensa opera di evangelizzazione nell’Italia dell’Ottocento. Nato a Roma il 6 gennaio 1786 da una famiglia nobile decaduta, ricevette i nomi di Gaspare, Baldassarre e Melchiorre, in omaggio alla festa dell’Epifania. Fin da giovane manifestò una profonda vocazione religiosa e una particolare attenzione verso i più bisognosi. L’impegno tra i poveri Nel 1798 iniziò il proprio percorso religioso, dedicandosi all’assistenza spirituale e materiale delle classi popolari. Tra i suoi primi impegni ci fu l’insegnamento del catechismo ai ‘barozzari’ , i carrettieri che raggiungevano Roma dalle campagne. Ordinato sacerdote nel 1808 , intensificò l’attività pastorale, organizzando iniziative di formazione e assistenza. La svolta arrivò nel 1810, durante l’occupazione napoleonica dello Stato Pontificio. Chiamato a prestare giuramento di fedeltà al nuovo regime, Gaspare rispose con una frase destinata a diventare celebre: «Non debbo, non posso, non voglio» . Per quel rifiuto fu imprigionato e trasferito tra Piacenza, Bologna, Imola e Lugo. Tornò a Roma soltanto nel 1814 , dopo quattro anni di esilio. Le missioni e la canonizzazione Nel 1815 fondò i Missionari del Preziosissimo Sangue , dedicandosi alla predicazione e alla riconciliazione sociale. Per incarico di Pio VII operò anche nelle zone segnate dal brigantaggio e dall’attività delle società segrete. Collaborò inoltre con Maria De Mattias , fondatrice delle Adoratrici del Sangue di Cristo. Morì nel 1837 e fu proclamato santo da Pio XII nel 1954 . Giovanni Paolo II ne ricordò il coraggio e la capacità di affrontare situazioni difficili, anche a costo di essere considerato troppo innovatore.