Economia
La nota
Nell'area ex Bodrato
20 Giugno 2026
ore
08:13
MORNESE - Occuperà uno spazio inferiore a 40 metri quadrati l'impianto di cogenerazione che sarà realizzato a Mornese nell'ambito della riqualificazione in atto dell'area un tempo occupata dall'ex mobilificio Bodrato. A lanciare uno squarcio di luce sulla prospettiva di cui da giorni di discute dopo la pubblicazione della data del 22 luglio in cui si terrà la necessaria conferenza dei servizi è la Rinaldi, la società che ha fatto richiesta per la costruzione dell'impianto. La nota ricostruisce la vicenda e fa chiarezza rispetto alle voci circolate negli ultimi giorni. L'area in questione dell'estensione di oltre 7 mila metri quadrati è stata bonificato dall'amianto presente e dotata di un impianto fotovoltaico completato nel 2022. “In seguito – chiarisce la nota - in base ad un programma presentato in sede regionale ed a conoscenza del Ministero dell’Ambiente si è provveduto ad opere che hanno quale comun denominatore, di ospitare nell’immobile attività che unissero la filosofia dell’economia circolare alle risorse ed alla valorizzazione del territorio dell’Alto Monferrato”. Nei giorni scorsi, a chiedere trasparenza sulla questione, erano stati gli esponenti dell'opposizione rivolgendosi direttamente al sindaco del paese. La documentazione depositata in municipio è visionabile ogni mercoledì dalle 15 alle 17. Nuova concezione L'impianto per il quale è stata fatta richiesta arriva al termine di un percorso che si è sviluppato negli ultimi anni: un gruppo di imprenditori lombardi e piemontesi ha collocato nell'area una struttura per la produzione di pellet, carbone vegetale e di biomasse. La seconda realizzazione riguarda un una start up innovativa che utilizza i sistemi idroponici per la realizzazione di essenze farmaceutiche e cosmetiche. La cantierizzazione è prevista per settembre, eguiranno iniziative di carattere turistico, ricettivo ed enogastronomico. “L'ex opificio – prosegue la nota – è diventato la sede di una Comunità Energetica Rinnovabile senza scopo di lucro che ha costruito i primi impianti all’interno dell’immobile, partendo come prima Configurazione quella che raggruppa i 22 comuni collegati alla cabina primaria di Ovada. Anche per le necessità termiche del compendio si è ricorso all’utilizzo di energia rinnovabile quali le biomasse, che a seguito dell’utilizzo tel-quel di cippato, senza alcun trattamento di essicazione, vengono trasformate in vapore acqueo per un sistema di teleriscaldamento e raffrescamento delle utenze presenti e future nell’immobile”. Al momento dell'acquisto l'immobile contava sei caldaie a legna o gasolio. Il progetto della Rinaldi prevede un impianto di energia termica ed elettrica di alto pregio ambientale e rinnovabile unitamente alla conversione di una sola delle caldaie esistenti con l’acquisto di altre cinque caldaie da 35kWt/ciascuna alimentate a pellet. “La potenza della caldaia che verrà utilizzata dalla Rinaldi è compresa secondo i periodi stagionali di utilizzo tra i 200 e i 300kWt, si tratta quin...