Società
La questione
Per i lavori e il passaggio alternativo
13 Aprile 2026
ore
06:59
LERMA - Sembra una storia infinita quella che riguarda il rifacimento del ponte sul Piota che collega la Caraffa, nel territorio di Tagliolo, con Lerma. E c'è grande malcontento, non solo in paese ma in una porzione più ampia di alto Ovadese, per quanto emerso di recente. I lavori saranno effettuati, anche se non c'è ancora una tempistica certa. Probabilmente, salvo un cambiamento drastico delle scenario, non sarà realizzato il passaggio alternativo di cui si discute da due anni. «Realizzeremo il guado. E in caso di piene potrà essere rifatto due volte». E in caso di piene potrà essere rifatto due volte». Circolano sui social le parole spese poco più di un anno fa al centro polifunzionale di Lerma dai rappresentanti della Provincia di Alessandria. Enrico Bussalino, all’epoca ancora assessore, e Luigi Platania, responsabile della Direzione Viabilità, provavano a rassicurare una popolazione preoccupata per le conseguenze della chiusura. Mancano le risorse. Questa è la motivazione che dovrebbe portare alla mancata realizzazione del guado. Il Comune di Lerma non può da solo rimpiazzare i 42 mila euro in un primo momento a carico dell’Unione. L’ente, stretto fra problemi di bilancio, non ha la disponibilità di quella cifra. La Provincia avrebbe dovuto stanziare 82 mila euro mentre a fare la sua parte sarebbe stata chiamata anche la Regione. Risorse che non si sono mai viste. Ponte sul Piota: i lavori Il ponte collega l'alto Ovadese con la rete principale della viabilità attorno a Ovada e al casello dell'A26. I lavori necessari per il consolidamento del viadotto tra la parte finale della Caraffa e l’area di Mascatagliata porteranno al semi isolamento della porzione di alto Ovadese che comprende anche Casaleggio e Mornese. La chiusura prevista è di 175 giorni. I lavori sul viadotto saranno divisi in due lotti. Il primo, che prevede operazione all’altezza dell’alveo, non porterà problemi. Per il secondo invece è tutto un rebus. Di certo c’è che i lavori sono necessari per una struttura che ha i suoi anni e sopporta ogni giorno un peso considerevole. Considerazioni che interessano relativamente ai tanti residenti dei tre paesi coinvolti. L’urgenza è capire come limitare al massimo le conseguenze. Il percorso alternativa più rapido prevede il passaggio da Montaldeo e Castelletto. Ma il paese amministrato da Marco Delorenzi presenta una strettoia nella sua parte centrale che creerebbe grandi disagi. L’alternativa è il passaggio da Gavi. Inaccettabile per tanti lavoratori che ogni giorno si recano a Ovada e nelle sue vicinanze. C’è poi anche l’altro problema: cosa succederà alle attività commerciali che rimarrebbero semi isolate?