Giovedì 02 Aprile 2020

Ovada

"Storie di successo. Emma ha scelto Casa di Carità - Corso Operatore Meccanico"

Dopo essersi iscritta al corso di Agraria a Casale, ha deciso di tornare alla sua prima passione: la meccanica

"Storie di successo. Emma ha scelto Casa di Carità - Corso Operatore Meccanico"

OVADA - La scelta della scuola superiore è una scelta importante e va ponderata attentamente. Lo sa bene Emma Macció, studentessa del corso di Operatore Meccanico presso Casa di Carità Arti e Mestieri di Ovada. «La meccanica mi affascina da sempre. Quando ero più piccola guardavo mio nonno che aggiustava le cose e lo aiutavo passandogli gli attrezzi, osservandolo per ore». Emma tuttavia ha scelto in prima battuta di iscriversi ad Agraria a Casale, ma a distanza di poche settimane ha capito che quella scuola non faceva per lei e avrebbe voluto tornare alla sua prima passione: la meccanica. Ha convinto i genitori a visitare la i laboratori della Casa di Carità e ha vinto le loro resistenze; loro avrebbero preferito un’iscrizione al corso di Promozione ed Accoglienza, attivo nella stessa sede, per prepararla ad un lavoro di ufficio molto richiesto nelle aziende della zona. Ma alla fine la perseveranza della ragazza ha avuto la meglio.

«Quando entro in officina sento di essere nel posto giusto e i miei docenti Mirko Simone e Nicola Ventrella mi aiutano ogni giorno ad amare questo lavoro, con grande passione ed impegno». Emma sta imparando le basi, lavora alla fresa e al tornio, ma pensa già al controllo numerico, per diventare una vera operatrice meccanica 4.0. «I miei insegnanti mi hanno fatto vedere che con la macchina a controllo numerico si può realizzare un disegno, incidendolo sul metallo, allora ho pensato che potrei fare delle incisioni personalizzate, utilizzando le mie conoscenze per realizzare pezzi unici di artigianato. In futuro mi piacerebbe molto». Per ora intanto segue le lezioni, continuando anche a studiare le materie di base, cosciente che alla fine dei tre anni potrà scegliere se entrare nel mondo del lavoro o continuare a studiare per altri due anni e diplomarsi. «Ai miei coetanei dico di pensare bene alla scelta della scuola, di ascoltare i consigli dei genitori e degli insegnanti, ma di decidere poi con la propria testa, di non farsi influenzare dagli amici. La propria passione è quella che va seguita». E possiamo dire che Emma ora è veramente soddisfatta della sua scelta.

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