Sabato 25 Giugno 2022

Ovada

"Comunale", al via la gestione di Hiroshima Mon Amour: «Il teatro deve riavvicinare i più giovani»

La proposta dell'associazione torinese

Teatro comunale: le note di Beethoven per celebrare la riapertura

OVADA - «Vogliamo portare a teatro proposte diverse e innovative per attirare tanti pubblici. Anche i più giovani». Simona Ressico è il volto di punta di Hiroshima Mon Amour, l’associazione culturale torinese che si occuperà del teatro comunale di Ovada nei prossimi tre anni.

Con il collaboratore Fabrizio Gargaglione (nella foto sotto) guarda al percorso da intraprendere partendo anche dal riscontro ottenuto negli ultimi anni con “Attraverso Festival”, un’esperienza culturale che ha portato lo spettacolo al di fuori dei luoghi normalmente deputati alla sua fruizione.

Comicità e racconti

«Porteremo sul palco musica e spettacoli che coinvolgono diverse fasce - racconta Ressico - dal teatro di prosa, ai grandi monologhisti. Pensiamo a spettacoli comici ma anche a filosofi, scrittori e esperti di sport. Tutti porteranno il loro spaccato di realtà». Hiroshima Mon Amour opera a Torino da quasi 35 anni e ha mostrato anche una grande capacità di coinvolgere le fasce d’età più giovani.

«Da molti anni sono latitanti. Crediamo fortemente che non debba essere più così. Vogliamo dar loro uno spazio in cui ritrovarsi invitando artisti che fanno musica o teatro che loro apprezzano sanno come intercettare il loro linguaggio».

Storie da raccontare

Lo storytelling è un fenomeno che si è imposto negli ultimi anni e si è intensificato con la pandemia. Gli spettacoli che vengono allestiti sulle piattaforme web funzionano anche quando vengono riportati sul palcoscenico.

«Le persone in questo momento di confusione cercano principalmente delle risposte. Ecco perché, per fare un esempio, un filosofo come Galimberti può essere il modo per fornire uno spunto di riflessione». Lo stesso discorso vale per le scuole al quale daremo un’attenzione prioritaria.

Il ruolo della Provincia

La scommessa più grande è forse quella di riabituare ad andare a teatro un’area che dal 2012 è stata costretta a farlo allontanandosi. «La provincia dev’essere viva - conclude Ressico (nella foto sotto) - Ci piacerebbe che attorno al teatro nascessero nuove occasioni di aggregazione. Un centro culturale dove ci si possa scambiare idee creando un ambiente stimolante».

L’associazione è al lavoro per definire i dettagli del cartellone. Manca però il tassello delle regole che dovranno essere seguite per andare agli spettacoli. «Serve chiarezza. Il nostro mondo ha fatto la sua parte, adattandosi al momento e cercando nuove strade».

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