Cia, Stati Generali del vino: crescono spumanti e bianchi
Economia
Edoardo Schettino   
2 Novembre 2026
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16:00 Logo Newsguard
L'osservatorio

Cia, Stati Generali del vino: crescono spumanti e bianchi

Riuniti a Pollenzo

POLLENZO – Si è ritrovato a Pollenzo il mondo del vino della nostra regione. A fornire l’occasione gli Stati generali delle viticultura organizzati sabato scorso della Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta. «La viticoltura – ha detto in apertura il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini – sta attraversando una fase complessa, segnata dal calo dei consumi, dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalla sfida del cambiamento climatico. Servono nuovi strumenti di confronto e scelte che non si limitino a difendere i risultati raggiunti, ma ripianifichino lo sviluppo con una visione di medio e lungo periodo.

Il quadro approfondito è stato delineato da Tiziana Sarnari, responsabile dell’Ufficio Indicazioni Geografiche di Ismea. Sarnari ha evidenziato come crescano i vini bianchi, gli spumanti e le produzioni a indicazione geografica, mentre aumentano le pressioni competitive sui vini di fascia media. Per il Piemonte, seconda regione italiana per valore economico delle Indicazioni Geografiche con circa 1,8 miliardi di euro, le opportunità future passano attraverso enoturismo, esperienzialità, vendita diretta e una comunicazione più efficace verso le giovani generazioni. L’Italia mantiene la leadership mondiale nella produzione vitivinicola e nell’export in volume. «Oggi disponiamo di dati e strumenti di analisi che permettono una programmazione molto più efficace rispetto al passato», ha ribadito nel suo intervento Gabriele Carenini, presidente di Cia per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Consesto generale

Anche l’ultima estate ha evidenziato come il mondo del vino sia atteso da grandi sfide. Michele Fino, docente dell’Università di Pollenzo a illustrato le potenzialità delle Tecniche di Evoluzione Assistita onsiderate uno strumento fondamentale per rendere la viticoltura più resiliente. Fino ha inoltre affrontato il tema dei vini dealcolati e a bassa gradazione, illustrando le sperimentazioni in corso in Piemonte e sottolineando come il rapporto con le nuove generazioni non possa essere costruito esclusivamente sulla promozione commerciale.

Claudio Conterno, rappresentante di settore di Cia Piemonte, ha invitato il comparto a una riflessione autocritica. Le difficoltà che interessano il vino, secondo Conterno, si inseriscono in una più generale crisi di diversi settori agricoli. Tra i principali nodi da affrontare ci sono l’eccessiva rigidità di alcuni strumenti normativi, la burocrazia e la necessità di programmare con prospettive temporali molto più ampie rispetto al breve periodo. Un richiamo particolare è stato rivolto anche al ruolo delle strutture cooperative e delle cantine sociali nel governo delle produzioni.

Il tema dei mercati è stato affrontato da Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land, che ha ricordato come il sistema vitivinicolo regionale continui a rappresentare una realtà di eccellenza nazionale, pur attraversando alcune difficoltà significative. I problemi maggiori riguardano la situazione dell’Asti sui mercati internazionali, il progressivo venir meno del consumo quotidiano di vino nelle famiglie e la gestione dei diritti di impianto nelle denominazioni in crescita. Monchiero ha indicato come strada obbligata quella dell’innovazione nella promozione, aprendo con decisione a nuovi mercati emergenti come Brasile, Thailandia, Vietnam e Filippine e alla necessità di comprendere meglio i comportamenti delle nuove generazioni di consumatori.

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