Peio Berazategui, il numero 1 italiano del padel gioca a Ovada
Allenamenti alla Quada per conquistare il circuito internazionale
OVADA – Il numero uno del padel italiano lo era già da almeno un anno. Ma Fabian Oviedo Berazategui negli ultimi mesi ha vissuto una scalata travolgente che lo ha issato a ridosso dei primi 150 atleti nel mondo. L’atleta, quasi 22 anni, con base a Ovada, un paio di settimane fa è stato protagonista al Milano Premier Padel, uno dei due appuntamenti del circuito internazionale in programma nel nostro Paese. «È stata – racconta l’atleta in una pausa degli allenamenti di norma svolti presso la palestra Quada – una grande emozione. Esco da quest’esperienza con una convinzione ancora più forte di poter essere protagonista nel mondo che ho scelto». “Peio”, il soprannome utilizzato dagli amici, è approdato a Milano per una wild card concessa dagli organizzatori.
«Peio è un esempio di impegno e dedizione – racconta Martina Baretto, direttrice di Quada – In lui abbiamo creduto da quando ha iniziato a giocare i primi tornei italiani. Per un’associazione che crede nello sport per tutti come la nostra la sua presenza è un valore aggiunto. Vederlo sul campo centrale dell’Allianz Cloud è stata una grande emozione». Berazategui a Milano ha giocato con Marco Cassetta. Nei trentaduesimi la coppia ha incrociato Barahona e Albornoz, duo formato da atleti dei primi quaranta del mondo. Il primo set combattutissimo si è concluso con un 7-6 per la “coppia italiana”. Le due frazioni successive sono state molto serrate ma hanno ristabilito le gerarchie: 3-6, 2-6. «Ho capito che ho ancora tanto da imparare – ha commentato Peio – Ma il futuro è dalla mia ed esco dall’appuntamento milanese con certezze rafforzate per ilmio percorso».
Viaggio tra continenti
Ha bruciato le tappe Berazategui. La prima racchetta l’ha presa in mano a quindici anni in Argentina, paese d’origine. «Giocavo a calcio – spiega – Un infortunio al ginocchio mi fece capire che quella non poteva essere la mia strada. Mio padre mi propose di provare con il padel. Pensavo fosse come il tennis, ho capito in fretta che richiede qualità e tecniche diverse». Un rapido passaggio in Spagna, poi l’approdo in Italia. Ovada è diventata terra d’adozione nel 2024. «Mi piace la tranquillità – racconta – che mi consente di concentrarmi su obiettivi e allenamenti. La palestra mi mette a disposizione una struttura ideale per il mio lavoro». Quando non si allena Berazategui è istruttore a disposizione dei clienti. Poi ci sono i tornei. «Sono a Ovada poco meno della metà del tempo. Per il resto sono trasferte in Italia e all’estero».
In questo scorcio del 2026 sono arrivate le vittorie ai tornei di Rovigo e Lelystad (Fip Bronze), e Jersey Island (Fip Silver). Nello stesso periodo sono arrivate altre tre finali a Tunisi , Izmir (tornei Bronze) e Lisbona (Silver). «So che in questa fase – conclude Peio – la continuità è fondamentale. Voglio entrare nei primi 150 del mondo ma dev’essere un trampolino di lancio. Devo lavorare soprattutto dal punto di vista fisico per crescere ancora. Qui a Ovada ho trovato l’ambiente ideale per riuscirci».