Tobbio, da novembre lavori di ripristino sulla diretta
La vita in cima al mone Tobbio (Fotografia: Giovanni Sanguineti)
Società
Edoardo Schettino   
24 Ottobre 2026
ore
07:00 Logo Newsguard
L'annuncio

Tobbio, da novembre lavori di ripristino sulla diretta

L'ascesa rimarrà comunque possibile

OVADA -Mantiene un fascino straordinario per tanti appassionati di trekking l’ascesa al Monte Tobbio. Ora le Aree Protette varano un piano per il recupero dei due sentieri 401a e 401 che portano a quota 1092 metri. I lavori dovranno partire all’inizio del mese di novembre. “La manutenzione dei sentieri è essenziale per conservare la rete escursionistica e permettere di frequentare la montagna in condizioni adeguate. Gli interventi sul Monte Tobbio servono a contrastare i fenomeni di erosione e a migliorare la tenuta del fondo, contribuendo a preservare nel tempo uno dei percorsi più conosciuti e frequentati del Parco – sottolinea Andrea De Giovanni, Direttore dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese – È un impegno che unisce la cura del patrimonio naturale alla possibilità di viverlo in modo consapevole e sostenibile”.

Il sentiero 401 parte dal Valico degli Eremiti, a circa 559 metri di quota, e risale il versante nord del monte attraverso un tracciato pietroso e ampi tornanti. È lungo circa 3,8 chilometri, con un dislivello di 540 metri, e richiede indicativamente due ore di cammino per la salita. Il 401A, noto come “diretta”, è un percorso più breve, ma anche più ripido e tecnico. I due tracciati si ricongiungono a circa 1.000 metri di quota, poco sotto la cima.

Parco Naturale

Il Monte Tobbio, collocato all’interno de Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, è la cima più frequentata dell’Appennino al confine tra Piemonte e Liguria. I lavori partiranno dal sentiero 401A. Alla conclusione il cantiere si sposterà sul 401 in modo da rendere sempre possibile l’accesso alla vetta. Sulla vetta si trovano la chiesetta di Nostra Signora di Caravaggio, risalente al 1892 circa, e un piccolo ricovero utile in caso di maltempo. Dalla cima il panorama spazia dal Mar Ligure alle Alpi Pennine. Il substrato serpentinoso favorisce inoltre la presenza di una flora particolarmente varia che comprende diverse specie rare.

I lavori previsti sono di sistemazione idrogeologica e del fondo.

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