Morti bianche, il seme piantato a Volpedo è diventato legge
Economia, Politica, Società
Marco Gotta   
23 Ottobre 2026
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10:00 Logo Newsguard
Sindacati

Morti bianche, il seme piantato a Volpedo è diventato legge

La Camera approva all’unanimità il testo che tutela i familiari delle vittime sul lavoro. Cogliandro (Fillea Cgil): «Una vittoria nata tra le nostre colline con l’impegno condiviso della buona politica».

VOLPEDO – C’è un filo invisibile, ma saldo come l’acciaio dei ponteggi, che lega il cammino fiero del Quarto Stato dipinto da Giuseppe Pellizza all’aula solenne di Montecitorio. A Volpedo, borgo simbolo della dignità del lavoro incastonato tra le valli del Tortonese, la fatica quotidiana e il riscatto sociale sono da sempre parte del paesaggio, scolpiti nella pietra e nella memoria collettiva. È proprio da questa terra della provincia di Alessandria, storicamente abituata a non piegare la testa, che esattamente un anno fa ha mosso i primi passi una battaglia di civiltà oggi diventata realtà: il via libera all’unanimità della Camera dei Deputati alla legge sul gratuito patrocinio per i familiari delle vittime del dovere e del lavoro – le cosiddette morti bianche – garantito a prescindere dal reddito.

Il riscatto che germoglia nella terra di Pellizza

A riavvolgere il nastro, con una commozione tangibile nella voce, è Massimo Cogliandro, segretario generale della Fillea Cgil Piemonte. Il pensiero torna a quel 25 ottobre, giorno della festa regionale del tesseramento degli edili piemontesi ospitata proprio tra i vicoli di Volpedo: «Tutto questo parte esattamente da lì – ricorda Cogliandro – in quell’occasione, insieme al nostro segretario generale Antonio Di Franco e al regionale Giorgio Airaudo, ci confrontammo apertamente con i parlamentari Chiara Gribaudo, Riccardo Molinari e Chiara Appendino. Lanciammo una proposta chiara: la sicurezza sul lavoro non può essere terreno di scontro o divisione di parte; è una ferita aperta che appartiene a tutti e che impone risposte comuni. Chiedemmo loro di assumersi un impegno preciso, di raccogliere quel grido d’aiuto e trasformarlo in legge. Oggi, vedere che quel patto stretto nel Tortonese è stato approvato all’unanimità alla Camera è la dimostrazione più limpida di cosa sia la buona politica».

Morti bianche: mai più soli davanti al dolore e ai colossi industriali

Fino a ieri, il lutto per una perdita improvvisa in cantiere o in fabbrica si trasformava troppo spesso nell’inizio di un calvario economico devastante. Dietro la freddezza delle aule di tribunale si consumano tragedie silenziose: madri, padri, orfani costretti a ipotecare le proprie case, a indebitarsi con le banche o a vendere i beni di famiglia pur di sostenere le parcelle legali e le perizie tecniche necessarie ad affrontare processi lunghi e logoranti.

Morti Bianche Volpedo

«È una disparità inaccettabile – ha rimarcato il segretario generale Fillea Cgil, Antonio Di Franco – famiglie già spezzate dal dolore che si trovano a combattere ad armi impari contro colossi industriali o grandi committenti, rischiando di non avere giustizia persino di fronte a una sentenza favorevole quando l’azienda responsabile si dichiara insolvente. Lo Stato, che non ha saputo proteggere chi compiva il proprio dovere, compie oggi un gesto concreto per non lasciare sole queste persone».

Per il sindacato delle costruzioni si tratta di un traguardo che ribalta la narrazione: «Abbiamo dimostrato che non ci fermiamo alla protesta, ma sappiamo costruire proposte serie, profonde, capaci di unire — prosegue Cogliandro —. Ringraziamo l’onorevole Chiara Gribaudo, prima firmataria della proposta e presidente della commissione d’inchiesta sulle vittime del lavoro, ma anche il tortonese e capogruppo della Lega Riccardo Molinari, Chiara Appendino e tutte le forze politiche che hanno dimostrato coerenza, serietà e vicinanza umana, votando compatte un provvedimento vitale».

Una fiaccola accesa per il futuro

L’approvazione alla Camera rappresenta il primo, fondamentale passo di un percorso che dovrà ora proseguire celermente al Senato, con l’obiettivo più ampio di equiparare pienamente ogni caduto sul lavoro alle vittime del dovere costituzionale. Restano aperte le sfide quotidiane dei controlli nei cantieri, dei salari e della prevenzione, ma il segnale giunto da Roma restituisce ossigeno e dignità a decine di famiglie piombate nel buio per colpa delle morti bianche.

Dalle colline alessandrine al cuore delle istituzioni nazionali, la voce partita da Volpedo ha ricordato all’Italia intera che dietro le statistiche non ci sono numeri freddi, ma volti, storie e affetti spezzati. Una scintilla di giustizia accesa nel Tortonese, custode morale della marcia dei lavoratori, per fare in modo che chi piange una persona cara non debba mai più sentirsi abbandonato al proprio destino.

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