Santa Limbania, la chiesa cara ai Grimaldi torna al suo splendore
A Rocca Grimalda
ROCCA GRIMALDA – E’ “Luogo del cuore” del Fai ma rappresenta soprattutto un elemento importante del patrimonio architettonico di Rocca Grimalda la chiesa di Santa Limbania. Il luogo di culto collocato sulla sommità dello sperone che domina la Valle Orba sta per tornare al suo antico splendore. E’ infatti alle battute finali il restauro conservativo portato avanti nell’ultimo anno per restituire ad uno dei borghi più suggestivi dell’Ovadese un suo tratto identitario fortissimo. A rendersene conto sono stati i visitatori che domenica scorsa hanno scelto Rocca Grimalda per la loro escursione nell’ambito delle “Giornate d’autunno” organizzate proprio dal Fai. “Siamo agli sgoccioli – commenta Enzo Cacciola, sindaco del paese – Per la nostra comunità di tratta di un elemento di grande importanza. La cerimonia arriverà tra un po’ di tempo. Gli affreschi hanno ancora bisogno di consolidarsi”.
Oltrechè luogo di culto raccolto e suggestivo, la chiesa di Santa Limbania è una testimonianza della storia e della tradizione del paese. L’area era infatti meta dei pellegrini e commercianti che partivano dall’omonima chiesa di Voltri a Genova per scambiare merci tra Liguria e basso Piemonte. Il culto della santa di origine cipriota è stato introdotto dalla famiglia Grimaldi di Monaco a lungo feudataria a Rocca.
Passato e futuro
Non è un caso che Alberto di Monaco, nel corso della più recente visita in paese, abbia voluto ritagliarsi un momento privato proprio nella “Cappella Grimaldi” all’interno della chiesa di Santa Limbania. Il restauro conservativo va ad aggiungersi all’intervento portato avanti dopo il 2019 per il consolidamento dello sperone condizionato dagli eventi atmosferici degli anni precedenti.
Su mandato della Soprintendenza il lavoro è stato effettuato dal restauratore alessandrino Michele Martella e dal suo studio. “Un recupero di grande importanza – chiarisce Cacciola – I lavori sono stati interamente finanziati dalla Parrocchia del paese. La comunità è molto grata a don Mario Gaggino per questo sforzo importante”.
La chiesa di Santa Limbania è destinata a diventare un’altra carta da giocare nella partita che riguarda la promozione turistica di un paese che ha avuto sempre una forte vocazione all’accoglienza e al filone del turismo culturale.