Rispettiamo il territorio, il comitato attacca Renergetica
Società
Edoardo Schettino   
17 Ottobre 2026
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L'affondo

Rispettiamo il territorio, il comitato attacca Renergetica

Dopo le recenti polemiche

ROCCA GRIMALDA – Sono sulla stessa lunghezza d’onda il comitato “Salviamo le cascine” e l’omonimo “Rispettiamo il territorio” nel denunciare il rischio una proliferazione indiscriminata di impianti per la produzione di energia elettrica basati sul metodo dell’agrivoltaico. “Rispettiamo il territorio” è nato per opporsi alla nascita di un campo agrivoltaico ai piedi della collina di San Giacomo a Rocca Grimalda. Sullo sfondo il rischio di una “pressione speculativa” che sarebbe deleteria per i territori nelle condizioni di subirne gli effetti peggiori.

“Le notizie inerenti alle recenti attività d’indagine della Magistratura – chiariscono i due comitati in una nota ufficiale – relative ai procedimenti autorizzativi per impianti di energia da fonti rinnovabili in Sicilia —vicende che, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, chiamerebbero in causa rappresentanti di realtà industriali nazionali quali il gruppo CVA, facente capo alla finanziaria della Regione Valle d’Aosta che controlla, fra le altre, la società Renergetica, da sempre molto attiva in Provincia di Alessandria —suscitando inevitabilmente stupore e interrogativi, richiamano l’attenzione sulla necessità di un’attenta riflessione e di un formale riscontro istituzionale anche nel territorio piemontese”.

L’Alessandrino rappresenta da tempo uno dei contesti geografici in cui Renergetica direttamente, o tramite società di scopo riconducibili al medesimo gruppo aziendale, si è mostrata maggiormente attiva, promuovendo un elevato numero di progetti ed ottenendo molteplici autorizzazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici.

Problema concreto

La nascita del progetto previsto per “La Zerba” a Rocca Grimalda deturperebbe una collina di grande pregio andando a intaccare anche la riconosciuta vocazione vitivinicola dell’area. Oltre a questo rimane la complessità tecnica legata alla realizzazione. “Sulla base del censimento degli atti amministrativi resi pubblici tra il 2009 e il 2025, figurano 16 procedimenti autorizzativi correlati a tale filiera societaria, corrispondenti a una potenza complessiva installata o assentita superiore a 106 Mwp, ed un ulteriore progetto risulta in fase di verifica procedurale.

Bene inteso che i sottoscrittori del presente documento concordano nella validità del programma di sviluppo delle risorse di energie rinnovabili ai fini di un rispettoso e inderogabile rispetto dell’ambiente richiamando però l’esigenza di una modulazione degli interventi con una maggiore attenzione alla localizzazione nei contesti ambientali che lo permettano.

Per non aggiungere altresì la precarietà del nostro territorio come area interna e sede, per alcuni comuni, di comunità montane che sono a forte rischio di sopravvivenza venendo a mancare il sostegno economico negato dai provvedimenti di legge ultimi, elementi che risultano drammaticamente negativi e decisivi sulle fragili economie con cui si reggono i nostri comuni.

Quando a un impatto ambientale così rilevante si affianca ulteriormente il tentativo arrogante di alcuni gruppi industriali che si spingono ad usare sistemi corruttivi per forzare l’efficacia e la correttezza dei presidi di controllo amministrativi e tecnici, provinciali e regionali, a cui va la nostra incondizionata fiducia, la necessità di massima attenzione della opinione pubblica e dei cittadini diventa prioritaria e improcrastinabile”.

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