Morti sul lavoro, Anmil Alessandria: “La precarietà aumenta i rischi”
Società
Marcello Feola   
10 Ottobre 2026
ore
18:37 Logo Newsguard
Il ricordo

Morti sul lavoro, Anmil Alessandria: “La precarietà aumenta i rischi”

Domenica 11 ottobre a Valenza la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. La presidente provinciale Manuela Borsi chiede interventi strutturali, nuove tutele e una Procura nazionale specializzata

VALENZA – La sicurezza sul lavoro non può essere separata dalla stabilità occupazionale. È il messaggio che Anmil Alessandria lancia in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in programma domani, domenica 11 ottobre. Una ricorrenza che unisce il ricordo delle vittime alla richiesta di interventi concreti per contrastare infortuni e malattie professionali.

La manifestazione provinciale si svolgerà a Valenza, mentre la celebrazione nazionale, promossa dall’Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, sarà ospitata a Longarone, in provincia di Belluno.

A Valenza il ricordo delle vittime

Il programma prevede alle 9.30 la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti di viale Oliva. Alle 10.30 seguirà la cerimonia civile nella sala del Centro comunale di Cultura, sede della Biblioteca, in piazza 31 Martiri.

All’incontro parteciperà anche la direttrice Inail Silvia Alessandra Laura Elvira Rivetti. Durante la cerimonia saranno consegnati agli invalidi del lavoro i brevetti e i distintivi d’onore da parte della Direzione Inail. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Borsi: «Sicurezza e stabilità sono inscindibili»

«Ogni anno ci ritroviamo la seconda domenica di ottobre ad affrontare un’analisi dell’esistente. Tra quanto è stato fatto e quanto ancora è al centro delle nostre battaglie, che poi sono la battaglia di civiltà di un intero Paese», dichiara Manuela Borsi, presidente territoriale Anmil Alessandria.

L’associazione richiama l’attenzione sui dati degli infortuni, sottolineando come il bilancio del 2025 e i numeri dei primi sette mesi del 2026 confermino la necessità di rafforzare prevenzione e tutele. Secondo Borsi, precarietà occupazionale, salari stagnanti, aumento del costo della vita e nuove forme di lavoro rappresentano criticità che non possono essere affrontate separatamente dalla sicurezza. A queste si aggiungono i cambiamenti climatici e le incertezze dello scenario internazionale.

Particolarmente preoccupante, secondo Anmil, è il fenomeno del lavoro irregolare. Che nasconde un numero di incidenti potenzialmente superiore a quello rilevato dalle statistiche ufficiali Inail.

Le vittime e il problema delle tutele

Le testimonianze raccolte dall’associazione nelle scuole, nelle aziende e nei cantieri raccontano non soltanto le conseguenze degli incidenti. Ma anche le difficoltà che lavoratori e famiglie affrontano negli anni successivi. Anmil denuncia infatti la mancanza, in molti casi, di un sostegno concreto per chi subisce un infortunio o contrae una malattia professionale. Una condizione aggravata dalla diffusione di rapporti lavorativi irregolari, che espongono le persone a maggiori rischi e possono escluderle dalle forme di tutela previste.

Tra le principali rivendicazioni dell’associazione figura l’introduzione nell’ordinamento italiano del reato autonomo di omicidio sul lavoro. Previsto dalla proposta di legge C. 2849, presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e assegnata alla Commissione Giustizia. Anmil chiede inoltre l’istituzione di una Procura nazionale del Lavoro, composta da magistrati specializzati, per coordinare e uniformare le indagini sugli incidenti, superando l’attuale frammentazione territoriale.

L’obiettivo è trasformare la sicurezza in una priorità strutturale. Intervenendo non soltanto sulle conseguenze degli incidenti, ma soprattutto sulle condizioni lavorative che ne favoriscono il verificarsi.

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