Bandita, cerimonia per i caduti della battaglia più dura
Domenica 11 ottobre
CASSINELLE – Risalgono al 7, 8, 9 e 10 ottobre 1944 i combattimenti andati in scena nella zona di Bandita di Cassinelle. Da una parte nazisti e fascisti, dall’altra i partigiani impegnati nella Liberazione. L’area delle operazioni su ampia e coinvolse i territori di Olbicella, frazione di Molare, e Piancastagna. Al termine furono registrati sedici partigiani caduti in battaglia a Olbicella, 6 impiccati. Ad essi si aggiunsero nove caduti a Piancastagna, a Bandita di Cassinelle le vittime furono 6 partigiani morti in combattimento e 4 civili. La cerimonia annuale per ricordare un evento centrale nella battaglia andata in scena alla fine della seconda guerra mondiale tra basso Piemonte e Liguria è in programma domenica prossima. L’anteprima è l’onoranza prevista nei luoghi storici della battaglia in programma sabato 10 ottobre.
Il giorno successivo le associazioni partigiane Anpi, Fiap e Fivl daranno vita alla solenne cerimonia rievocativa. L’oratore ufficiale, dalle 11 sarà Giorgio Barberis, docente universitario. La mattinata sarà introdotto dai saluti di Roberto Gallo, sindaco di Cassinelle, Luigi Benzi, presidente della Provincia, Roberto Rossi, presidente provinciale di Anpi.
Valore storico
Tra i caduti della battaglia di Bandita c’è il comandante Mingo, decorato di Medaglia D’oro al valore militare partigiano. Il ricordo di quei momenti drammatici è ancora molto vivo in un territorio da sempre segnato dalla battaglia per la Liberazione. Dal 6 al 10 ottobre 1944, i nazifascisti si impegnarono in un violento e massiccio rastrellamento nelle zone di Olbicella, Piancastagna, Cimaferle, Cassinelle, Toleto e Ponzone, contro le formazioni della Divisione “Ligure-Alessandrina”. La “Braccini” e la “Val Bormida” non ressero l’urto e si sciolsero. Dopo le violenze del 7 ottobre, a Bandita, il rastrellamento prosegue nella zona di Olbicella, località dove si era insediato il comando delle forze partigiane della “Buranello”, intenzionate alla difesa ad oltranza. Il 10 ottobre, dopo accesi scontri tra forze impari, il grosso delle truppe ribelli tentarono lo sganciamento verso Piancastagna.
Purtroppo in 7 vennero fatti prigionieri: sei vennero impiccati agli alberi del piazzale della chiesa di Olbicella, dopo indicibili sevizie, costretti essi stessi a stringersi il cappio al collo; il settimo, Mario Ghiglione “Aria”, di soli 16 anni, venne bastonato a sangue e abbandonato sul selciato, dopo aver assistito all’esecuzione dei compagni, sui cui cadaveri gli aguzzini infierirono con le baionette. I tedeschi non risparmiarono la loro ferocia neppure alla popolazione civile: molti contadini e il parroco vennero presi in ostaggio e rinchiusi nella chiesa di Olbicella, mentre fuori i nazifascisti incendiavano, saccheggiavano e razziavano abitazioni e casali.