Madri Pie, spiritualità e cultura per celebrare i duecento anni
Società
Enzo Prato   
3 Ottobre 2026
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Il programma

Madri Pie, spiritualità e cultura per celebrare i duecento anni

Nel fine settimana

OVADA – Hanno preso il via nel pomeriggio di ieri, venerdì 2 ottobre, le celebrazioni organizzate per i duecento anni di presenza, impegno pedagogico, spirituale e sociale delle Madri Pie sul territorio. Ad aprire la mostra allestita in piazza Cereseto per ripercorrere la storia cittadina dell’ordine della dirigente scolastica Zelda Milanese , della madre generale Clara, di Flavia Macciò superiora dell’istituto di Ovada. A seguire i contributi del parroco don Benzi e per l’amministrazione comunale di Sabrina Caneva, assessore alla Cultura. Presenti tutti gli studenti della scuola di via Buffa che con i loro docenti hanno collaborato alla realizzazione. Le Madri Pie in Ovada (1826 – 2026): duecento anni di passione educativa» il titolo dell’iniziativa.

L’evento offre alla comunità ovadese l’opportunità di riscoprire le vicende di un’istituzione che ha saputo unire tradizione e innovazione, partendo dalla casa madre di Genova Sampierdarena e animate dal carisma del fondatore abate Gerolamo Franzoni per dedicarsi interamente all’educazione.

Programma completo

Le celebrazioni per le Madri Pie prevedono una serie di eventi che coniugano aspetti spirituali, storia, cultura e musica. Questa sera alle 20.45, presso l’auditorium del Palazzo Santa Caterina in via Buffa il concerto del trio Itinera Mundi composto da Laura Lanzetti al pianoforte, Arianna Menesini al violoncello e Gianluca Campi alla fisarmonica.

Domani mattina, dalle 11, la messa solenne celebrata dal vescovo Monsignor Luigi Testore. Dalle 14 alle 16 previste le visite guidate alla mostra e alla sede della scuola di via Buffa. Dalle 16 la conferenza storica organizzata presso la Biblioteca “Carla Ballarati” a cura dell’Accademia Urbense, dal titolo “Dal 5 luglio 1826 un esempio di fede e di coraggio per l’istruzione e l’educazione”. L’incontro si aprirà con il saluto della Madre Generale Clara Valenzuela, seguito dagli interventi di Giancarlo Subbrero e Paolo Bavazzano e dalla relazione di Luciana Repetto (autrice di un recente articolo sulla rivista “Urbs Silva et Flumen”).

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