Stazione, restyling al palo: il cantiere infinito non si sblocca
Avviato la scorsa estate e mai completato
OVADA – Rimane ostaggio delle impalcature la stazione centrale di Ovada. Al palo il restyling avviato la scorsa estate nel quadro di un’operazione avviata da Rete Ferroviaria Italiana per la riqualificazione di diversi edifici della rete ligure. Fa sempre discutere la questione. A riaccendere le polemiche nei giorni scorsi anche l’ennesimo guasto che ha interessato l’ascensore installato nel 2019 nel quadro della riqualificazione da 4.5 milioni di euro. Dall’inizio del 2026 sono oltre venti le interruzioni del servizio. E il problema si scarica sugli utenti con difficoltà motorie che devono passare dal binario 1 al binario 3 dove transitano i treni.
La biglietteria chiusa nel 2019 a pochi mesi dal completamento del restyling, l’assenza prolungata di un bar, la sporcizia e l’abbandono che si fa avanti per carenza di manutenzione ordinaria. In contrapposizione sono gli investimenti affrontati per la riqualificazione di un edificio che di fatto non ha una reale funzione. L’ultimo sforzo, avviato lo scorso anno, prevede la spesa di 630 mila euro. I lavori però sono fermi. «Il fallimento dell’impresa incaricata dei lavori – spiegano da Rete Ferroviaria Italiana – ci costringe ad attendere la conclusione del contenzioso in atto».
Scatola vuota
Farsi largo tra le impalcature che occludono gran parte degli spazi originari della stazione non è facile. «A chi parla di migliorie per i disabili lancio l’invito a venire a vedere la stazione di Ovada», incalza Alessandra Rapetti, membro del Comitato Trasporti Valli Stura e Orba. «I lavori – spiega – di fatto non sono mai partiti. Per chi è disabile muoversi è davvero complicato». L’impresa incaricata è passata da una complicata operazione di cessione del ramo d’azienda interessato: i tempi per arrivare a una conclusione non sono prevedibili.
Nel frattempo l’ascensore è spesso bloccato. Le ultime segnalazioni sono arrivate al termine della scorsa settimana. Rete Ferroviaria Italiana ha promesso un intervento in tempi rapidi. Ma della svolta decisiva promessa nell’ultimo vertice dello scorso luglio non c’è traccia. «Registriamo – spiega Sara Olivieri, assessore ai Trasporti del Comune di Ovada – come le promesse spese in più occasioni per ora non si siano concretizzate». Gli investimenti sostenuti grazie ai fondi Pnrr per la riqualificazione delle stazioni sono anche sull’Acqui – Genova tra i più controversi perchè di fatto non hanno portato a una crescita della qualità del servizio offerto a chi viaggia. Oggi la stazione di Ovada è un monito di ciò che poteva essere e non è più stato.