San Girolamo, il santo del 30 settembre: il grande traduttore della Bibbia
Società
30 Settembre 2026
ore
06:00 Logo Newsguard
Santo del giorno

San Girolamo, il santo del 30 settembre: il grande traduttore della Bibbia

Sacerdote e dottore della Chiesa, dedicò gran parte della vita allo studio delle Sacre Scritture. A lui si deve la Vulgata, la celebre traduzione latina della Bibbia

ALESSANDRIA – Il santo del giorno, mercoledì 30 settembre, è San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa. Una delle figure più importanti della cultura cristiana antica. Studioso, teologo e profondo conoscitore delle lingue bibliche, il suo nome è legato soprattutto alla Vulgata, la traduzione in latino della Bibbia destinata a esercitare un’enorme influenza sulla Chiesa occidentale.

Il suo nome completo è Sofronio Eusebio Girolamo. Nasce a Stridone, nell’attuale Croazia, probabilmente intorno al 347, in una famiglia cristiana e benestante. Si trasferisce a Roma per completare gli studi e, dopo un periodo segnato dalla vita mondana, riceve il battesimo e sceglie progressivamente un’esistenza dedicata alla spiritualità e allo studio.

Dopo l’esperienza in una comunità di asceti ad Aquileia, viaggia a lungo e raggiunge l’Oriente. Ad Antiochia perfeziona il greco e successivamente si ritira nel deserto di Calcide, dove trascorre quattro anni studiando, imparando l’ebraico e trascrivendo testi dei Padri della Chiesa.

Papa Damaso e la traduzione della Bibbia

Ordinato sacerdote nel 379, Girolamo si trasferisce a Costantinopoli e approfondisce ulteriormente il greco sotto la guida di Gregorio Nazianzeno. Nel 382 torna a Roma, dove Papa Damaso lo sceglie come segretario e consigliere. Proprio il Pontefice gli affida un compito destinato a segnare la storia. Realizzare una nuova traduzione latina dei testi biblici.

A Roma Girolamo promuove anche lo studio delle Scritture, diventando guida spirituale di alcune donne della nobiltà. Il suo carattere severo e il rigore delle sue posizioni, però, gli procurano numerosi contrasti.

Gli ultimi anni a Betlemme

Dopo la morte di Papa Damaso, nel 385 Girolamo lascia Roma e torna in Oriente. Dopo un pellegrinaggio che lo porta anche in Egitto, si stabilisce definitivamente a Betlemme. Qui, grazie anche al sostegno della nobildonna Paola, vengono realizzati monasteri e un ospizio destinato ai pellegrini. Girolamo trascorre il resto della propria vita tra studio della Parola di Dio, insegnamento, scrittura e accoglienza.

Muore a Betlemme il 30 settembre, probabilmente nell’anno 420, nei pressi della grotta della Natività.

La Vulgata e l’eredità di San Girolamo

L’opera più celebre legata al suo nome è la Vulgata, con i Vangeli tradotti dal greco e l’Antico Testamento dall’ebraico. La sua attività di studioso ha lasciato inoltre commentari, omelie, lettere, trattati e opere storiche e agiografiche. Tra queste figura il “De Viris Illustribus”, raccolta delle biografie di 135 autori, e il “Chronicon”, rielaborazione latina dell’opera di Eusebio di Cesarea.

San Girolamo è annoverato tra i quattro grandi Padri della Chiesa d’Occidente, insieme ad Ambrogio, Agostino e Gregorio Magno. Nel 1567 Pio V lo proclamò dottore della Chiesa. La sua eredità resta legata soprattutto all’invito a conoscere e approfondire le Sacre Scritture, tema ricordato anche da Benedetto XVI nelle catechesi dedicate al santo nel 2007.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione