Vedrai, c’è il pranzo sociale per inseguire il sogno della nuova sede
Nel salone del San Paolo
OVADA – Sta prendendo forma il sogno di “Vedrai”. L’associazione dall’inizio del 2026 è impegnata nel recupero della stazione nord in viale Rebora. L’obiettivo, dopo la firma con l’apposita convenzione con Rete Ferroviaria Italiana, è quello di farne la sede e al tempo stesso il centro operativo dei progetti sviluppati dai volontari. «Oltre una ventina di persone – chiarisce Veronica Parodi, presidente dell’associazione – si stanno impegnando come volontari, senza alcun tipo di rimborso e con molta competenza: elettricisti, falegnami, muratori, caldaisti e idraulico, imbianchini, tuttofare. L’associazione acquista i materiale, le persone fanno il resto».
Il pranzo sociale in programma domani, domenica 27 settembre dalle 12.30 presso il salone del San Paolo di corso Italia, sarà l’occasione per fare il punto delle operazioni e ringraziare idealmente chi ha sostenuto l’associazione nel loro obiettivo. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’associazione “Amici del Borgo”.
A partire dalla primavera si è messa in moto una catena della solidarietà importante e molto ampia. «La sottoscrizione che abbiamo aperto – chiarisce Pietro Moretti, storico animatore dell’associazione – sta dando buoni frutti. Importante anche il contributo di alcune associazioni: Amici del Borgo, il circolo Arci, la Parrocchia. “Vedrai” è un’associazione di volontariato che si occupa di tecnologie per molteplici disabilità. Accanto ai quattro laboratori di gruppo ci sono attività individualizzate al computer per persone con autismo, sindrome di down, danno cerebrale, disturbo mentale, compromissione del linguaggio. Lo scopo è sperimentare tecnologie che possano migliorare la loro qualità della vita. Dalla sperimentazione si realizzano esperienze che possono servire ad altri. L’associazione opera anche in Valle Stura. La storica sede della Rebba era diventata troppo angusta.
Scoglio da abbattere
“Vedrai” nacque all’interno dell’istituto Pertini per mettere assieme educazione e inclusione. In un edificio di vecchia concezione come la stazione le barriere architettoniche sono un problema. «Ora l’obiettivo principale – prosegue Parodi – diventa la realizzazione di un ascensore. Infatti la maggior parte dei locali si trovano al primo piano e consentiranno di avere spazio per svolgere in modo più agevole le attività con i ragazzi e le ragazze con disabilità. Contiamo molto nell’aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria in tempi ragionevolmente brevi». Chi vuol dare una mano può fare una donazione. Iban: IT32 F076 0110 4000 0005 6039 969. Causale: Elargizione liberale per nuova sede. «Già in ottobre – conclude Moretti – renderemo operativi i locali a piano terreno, per trasferirvi le attività con la trentina di persone disabili che seguiamo settimanalmente, sia a livello individualizzato sia nei laboratori di gruppo».