Econet, l’assemblea dei soci discute il futuro della società
Oggi ad Acqui alle 17
ACQUI TERME – Potrebbe ridefinire gli orizzonti di medio periodo l’assemblea dei soci di Econet in programma oggi, mercoledì 23 settembre ad Acqui Terme dalle 17 nella sala Caimano. Tra gli argomenti in discussione l’approvazione del bilancio consuntivo per il 2025 della società pubblica demandata alla gestione dei rifiuti nel bacino che comprende l’Acquese e l’Ovadese e la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione ad oggi presieduto da Elio Ardizzone. L’assemblea di oggi è stata preceduta da una robusta dose di mal di pancia, espressa in particolare da diversi comuni dell’Acquese che ad oggi non hanno approvato il piano economico finanziario che prevede aumenti, ancorché limitati delle tariffe per le utenze domestiche a fronte di un utile di esercizio che si aggira attorno ai 400 mila euro.
Sullo sfondo una partita ben più ampia che si sta sviluppando in queste settimane per la ridefinizione della gestione della società, tra chi chiederebbe un cambio di rotta e chi invece rimane per la linea della continuità.
Fase delicata
Econet gestisce dalla seconda parte del 2018 il sistema “porta a porta” introdotto in quell’anno per limitare la produzione dei rifiuti indifferenziati. Ai risultati ottimi dal punto di vista della produzione di rifiuti si è però affiancato anche un aumento dei costi per gli utenti chiamati ad essere maggiormente protagonisti nel meccanismo di raccolta e gestione dei rifiuti domestici. Il bacino di Econet è composto da 45 comuni dislocati tra Acquese e Ovadese che spesso si sono segnalati per una altissima percentuali di differenziazione con valori vicini al 90%.
In prima linea proprio quei piccoli comuni che ad oggi chiederebbero un occhio di riguardo verso gli utenti. L’attuale presidenza è in carica dal 2019 quando Elio Ardizzone raccolta il testimone da Anselmo Rinaldi, chiamato a gestire la transizione del vecchio sistema basato sui contenitori stradali all’attuale.
L’assemblea in programma oggi è stata preceduta da diversi incontri, l’ultima andata in scena proprio a Ovada sabato scorso, organizzati nel tentativo di trovare un accordo che accontenti tutti.