Pallavolo, chi sono i fenomeni che hanno lasciato il segno
Da Bernardi a Lucchetta, i campioni più iconici di una disciplina sempre molto apprezzata
ALESSANDRIA – La pallavolo italiana ha avuto generazioni capaci di trasformare una nazionale in una leggenda. Ma se c’è un periodo che più di ogni altro ha contribuito a costruire il mito del volley azzurro, è quello della Generazione di Fenomeni, protagonista assoluta tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta.
L’Italia ha conquistato tre Mondiali consecutivi nel 1990, 1994 e 1998, impresa che nessuna nazionale era mai riuscita a realizzare prima. Nel 1998, dopo il terzo titolo iridato consecutivo, la FIPAV definì quella squadra «la squadra del secolo». Federazione Italiana Pallavolo
Ma quali sono stati i giocatori italiani più forti e più rappresentativi di sempre?
Una risposta definitiva non esiste. Per questa selezione abbiamo considerato risultati, continuità, peso nella Nazionale, trofei e impatto sulla storia del volley italiano.
Ecco i cinque nomi che, più di altri, hanno lasciato il segno.
1. Lorenzo Bernardi, il “Mister Secolo”
Se si parla di grandi pallavolisti italiani, il primo nome da citare è inevitabilmente quello di Lorenzo Bernardi.
Schiacciatore, classe 1968, Bernardi è stato uno dei simboli assoluti della Nazionale di Julio Velasco. Con l’Italia ha conquistato due Mondiali, nel 1990 e nel 1994, oltre a titoli europei, World League e Coppa del Mondo. A livello di club ha vinto nove scudetti, cinque Coppe Italia e quattro Coppe dei Campioni. Treccani
Il riconoscimento più significativo arrivò nel 2001, quando la FIVB lo indicò, insieme a Karch Kiraly, come Miglior giocatore del XX secolo. Nel 2011 Bernardi è inoltre entrato nella Volleyball Hall of Fame. Federazione Italiana Pallavolo
Il soprannome “Mister Secolo” racconta bene il peso avuto da Bernardi nella storia della pallavolo.
Non era soltanto un grande attaccante: era un giocatore completo, capace di incidere in ricezione, battuta e fase difensiva. Proprio questa completezza lo ha trasformato in uno dei riferimenti tecnici della pallavolo mondiale.
Palmarès azzurro: 2 Mondiali, 2 Europei, Coppa del Mondo, 3 World League e argento olimpico. Treccani
2. Andrea Giani, la longevità fatta campione
Se Bernardi rappresenta il talento e la completezza, Andrea Giani rappresenta anche la longevità.
Nato a Napoli nel 1970, Giani ha vestito la maglia della Nazionale per una quantità impressionante di anni, arrivando a 474 presenze, record storico della Nazionale maschile italiana secondo la FIPAV. Hall of Fame
Il suo palmarès internazionale è straordinario: tre Mondiali consecutivi, nel 1990, 1994 e 1998, e quattro titoli europei, conquistati nel 1993, 1995, 1999 e 2003. A questi si aggiungono tre medaglie olimpiche: argento ad Atlanta 1996, bronzo a Sydney 2000 e ancora argento ad Atene 2004. Hall of Fame
Giani è stato anche protagonista nei club, soprattutto tra Parma e Modena. La sua carriera conta cinque scudetti e due Coppe dei Campioni, secondo Treccani. Treccani
La sua caratteristica più impressionante? La capacità di rimanere protagonista attraverso generazioni diverse.
Quando la prima Italia di Velasco iniziava a dominare, Giani era già lì. Quando la Nazionale conquistò il terzo Mondiale consecutivo nel 1998, c’era ancora. E nel 2004, a 34 anni, contribuì all’argento olimpico di Atene.
Un simbolo di continuità.
Palmarès azzurro: 3 Mondiali, 4 Europei, 2 argenti olimpici e 1 bronzo olimpico. Hall of Fame
3. Andrea Gardini, il muro della Generazione di Fenomeni
Nel cuore della grande Italia degli anni Novanta c’era anche un centrale che per qualità, personalità e continuità è diventato una delle figure più importanti della storia azzurra: Andrea Gardini.
Nato nel 1965, Gardini ha collezionato 418 presenze in Nazionale e ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi olimpici. Ma sono soprattutto i tre Mondiali consecutivi vinti nel 1990, 1994 e 1998 a raccontare la sua dimensione. Hall of Fame
Nel suo palmarès ci sono anche quattro medaglie europee, compresi tre ori, e l’argento olimpico di Atlanta 1996 e il bronzo di Sydney 2000. Hall of Fame
Gardini è stato inoltre il primo pallavolista italiano inserito nella Volleyball Hall of Fame, nel 2007. Hall of Fame
Il centrale ravennate incarnava alla perfezione una delle caratteristiche della Nazionale di quegli anni: tecnica, fisicità e capacità di giocare i momenti decisivi.
Un protagonista meno appariscente, forse, rispetto a Bernardi o Lucchetta. Ma fondamentale nella costruzione di una squadra diventata leggendaria.
Palmarès azzurro: 3 Mondiali, 3 Europei, argento olimpico e bronzo olimpico. Hall of Fame
4. Samuele Papi, fenomeno di due generazioni
Inserire Samuele Papi in una lista dei più grandi pallavolisti italiani significa parlare soprattutto di longevità e continuità ad altissimo livello.
Soprannominato “O’Fenomeno”, Papi ha rappresentato l’Italia dal 1993 al 2012. In azzurro ha conquistato due Mondiali, tre Europei e una Coppa del Mondo. Ma il dato che più racconta la sua eccezionalità è un altro: quattro medaglie olimpiche, un record per un atleta italiano di pallavolo. Hall of Fame
Argento ad Atlanta 1996, bronzo a Sydney 2000, argento ad Atene 2004 e bronzo a Londra 2012.
Vent’anni di Nazionale ad altissimo livello.
Papi è stato inoltre uno dei grandi protagonisti della Sisley Treviso, con sei scudetti e tre Coppe dei Campioni. Hall of Fame
La sua carriera racconta qualcosa di particolarmente raro: riuscire a essere protagonista prima nella fase conclusiva della Generazione di Fenomeni e poi nella Nazionale che avrebbe continuato a competere ai vertici anche negli anni Duemila.
Palmarès azzurro: 2 Mondiali, 3 Europei, 4 medaglie olimpiche e 1 Coppa del Mondo. Hall of Fame
5. Andrea Lucchetta, il capitano diventato simbolo
L’ultimo posto della nostra cinquina va ad Andrea “Lucky” Lucchetta, uno dei giocatori più riconoscibili della storia della pallavolo italiana.
Centrale, classe 1962, Lucchetta ha collezionato 292 presenze in Nazionale. Nel 1984 ha conquistato il bronzo olimpico a Los Angeles, nel 1989 è diventato campione d’Europa e nel 1990 ha vinto il primo storico Mondiale della Generazione di Fenomeni. Amis – Admo
Proprio nel Mondiale del 1990 Lucchetta fu premiato come MVP della manifestazione. Amis – Admo
La sua importanza, però, non è soltanto legata ai numeri.
Lucchetta è diventato uno dei volti più riconoscibili di quella squadra anche grazie alla personalità, al look inconfondibile e a un modo di vivere la pallavolo diventato parte della cultura popolare italiana.
Fu il capitano della squadra che conquistò a Rio de Janeiro il primo titolo mondiale della storia italiana. Un’immagine che ancora oggi appartiene alla memoria collettiva dello sport azzurro.
Palmarès azzurro: Mondiale 1990, Europeo 1989 e bronzo olimpico 1984.