Dino Crocco, la città ricorda il grande intrattenitore ovadese
Dino Crocco a destra con il pittore Natale Proto
Società
Patrizia Pesce   
11 Agosto 2026
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11:00 Logo Newsguard
Il ricordo

Dino Crocco, la città ricorda il grande intrattenitore ovadese

Scomparso nel 2010 a 78 anni

OVADA – Mattatore, istrione e simbolo di Ovada. La città ricorda Dino Crocco, musicista e conduttore televisivo che per cinque decadi è stato tra i protagonisti dell’intrattenimento in Provincia di Alessandria. Dino, al quale oggi è intitolato il teatro comunale di corso Martiri della Libertà, è scomparso nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2010 dopo una lunga malattia. Aveva 78 anni. Nato alla Cernaia l’8 marzo del 1932, fu il fondatore del gruppo de “I 4 assi” assieme al giovane Fred Ferrari. Poco dopo il gruppo verrà ribattezzato “Gli Scooters” e il picco di popolarità nazionale arriverà nel 1966 con la partecipazione a “Un disco per l’estate” con la celebre canzone “La motoretta”.

Nel 1975 arriva l’esordio in radio. Due anni dopo, invece, inizierà la sua fruttuosa collaborazione con Telecity, con trasmissioni come “Viva la gente”, “Caccia al campione”, fino all’indimenticabile “Musica insieme”. E fu così che la sua professionalità lo rese un nome noto e amato non solo nel suo paese natale, ma anche ad Alessandria e in tutta la provincia. “Mio padre -ha raccontato in più di un’occasione il figlio Marcello, musicista a sua volta – era il catalizzatore dei talenti dell’ovadese che faceva esibire nei suoi spettacoli. Aveva sempre una buona parola per tutti. Era una di quelle persone che quando girava per strada amava rispondere ai saluti della gente con una chiacchiera e un gesto d’affetto”.

Contributo importante

Dino Crocco non è semplicemente un grande artista ovadese: era l’essenza dello spirito della nostra città”. Così l’assessore alla Cultura Sabrina Caneva ha ricordato in più di un’occasione il grande intrattenitore. “Dino Crocco – ha spiegato in occasione dell’intitolazione – rappresenta in pieno quello che il nostro teatro è stato e vuole essere domani. Uno spazio popolare, un luogo per tutti. Così è stato il teatro per Dino Crocco, così sarà il teatro a lui intitolato. Con finalità non solo culturali ma sociali”.

“Mio padre – racconta ancora Marcello – mi ha insegnato il senso dello spettacolo ho lavorato con lui in diverse occasioni , ma soprattutto ad ascoltare la reazione delle persone e ad individuare quello che poteva suscitare un coinvolgimento del pubblico.

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