Incendio di Mornese, in tre giorni persi 80 campi da calcio
Dopo un mercoledì relativamente tranquillo
MORNESE – Negli ultimi tre giorni a Mornese sono andati in fumo ottanta ettari di bosco. Non può non essere ancora provvisorio il bilancio del mega incendio che dal pomeriggio di domenica scorsa ha messo a rischio l’intera pineta accanto al paese. La giornata di ieri ha contribuito a infondere un po’ di coraggio sulla possibilità che la grande emergenza possa concludersi. Il monitoraggio portato avanti sulle zone più colpite dai Vigili del Fuoco e dai volontari dei gruppi AIB ha confermato che i focolai e i fumi sono sotto controllo. L’area è stata perlustrata pollice dopo pollice grazie all’utilizzo di un drone ad alta tecnologia che ha consentito di operare in sicurezza in un’area ancora ad alto rischio e di tagliare i tempi.
Un sospiro di sollievo profondo lo hanno tirato i residenti di via San Carlo che hanno potuto tornare nelle loro abitazioni. L’area è stata la più condizionata dopo che l’incendio è ripartito tra la fine della mattinata e il tardo pomeriggio di martedì 4. Un evento che ha contribuito ad aggravare un bilancio già particolarmente pesante. La pineta di Mornese rappresenta un luogo del cuore per tanti abitanti del paese abituati a frequentarla per le loro passeggiate.
Patrimonio in fumo
Difficile immaginare cosa sarebbe successo all’interno del perimetro dell’incendio di Mornese senza l’intervento decisivo dei Canadair. I due velivoli, arrivati dalla Liguria, hanno determinato il primo spegnimento delle fiamme, ed hanno contributo anche dopo essere stati richiamati nel pomeriggio di mercoledì. Il disastro è negli occhi di chi ha operato sul campo. La pineta offre un aspetto ben diverso a quello da sempre offerto ad amanti del trekking e dell’attività all’aria aperta: l’area è brulla, il fumo invade tutti gli spazi disponibile, l’odore acre di bruciato domina su tutto il resto.
Il lavoro degli operatori è continuo e volto a scongiurare ogni ulteriore peggioramento. Molto dipenderà anche dalle condizioni del meteo. Temperature e vento degli ultimi giorni non hanno aiutato. Ma non bastano a spiegare l’inferno che si scatenato accanto al paese.