Rifiuti, a Ovada i dati sono confermati. Tariffe: piccoli rincari
Tra produzione di indifferenziata e obiettivi di sistema
OVADA – Sotto gli occhi di tutti c’è la situazione di molti cassonetti della città ricolmi di rifiuti. Ma rimane un’eccellenza il sistema di gestione della raccolta differenziata all’interno del bacino gestito da Econet nell’Ovadese e nell’Acquese. A testimoniarlo sono i dati più recenti a disposizione che contribuiscono a illustrare un quadro tutto sommato incoraggiante. All’interno dei 45 comuni di riferimento si attesta allo 82.85% la percentuale di differenziata raggiunta. Il dato è chiaramente condizionato verso l’alto da piccoli paesi in cui le percentuali rasentano il 90%. Ma le cose non vanno male nemmeno nei centri zona con i dati riferiti ai primi sei mesi dell’anno in corso ancora in fase di valutazione. Di fatto il 2025 ha fatto segnare un ulteriore incremento rispetto ai valori importanti raggiunti nei dodici mesi precedenti.
Nel frattempo si attendono le tariffe. «I ritocchi ci sono ma rimangono minimi». Anche su questo fronte delle tariffe, nonostante i rincari, non ci sono grandi novità. Il dettaglio sarà disponibile tra qualche giorno. Dodici mesi fa un nucleo famigliare da due persone pagava 245 euro, per tre elementi il conto saliva a 295 euro, con quattro si raggiungevano i 334 euro. Non cambierà molto per l’anno in corso. «Le tariffe – conferma Elio Ardizzone, presidente di Econet – rimangono tra le più basse del Piemonte. E questo nonostante il rinnovo contrattuale e lo scenario generale che vede rincari su ogni fronte. Le correzioni saranno minime». Il “porta a porta” è stato introdotto nel 2018 anche per l’esigenza di preservare la discarica di riferimento per il territorio.
Effetti collaterali
La vecchia gestione dei rifiuti basata sui contenitori stradale era divenuta inadeguata a causa del progressivo esaurimento dello spazio in discarica. Oggi a integrare i dati già indicati c’è un miglioramento significativo nella quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Si passa dai 347 chili pro capite del 2024 ai 252 dell’anno successivo. «Questi dati – analizza Ardizzone – ci mettono già in linea con gli obiettivi fissati per il 2035. Occorre però ancora lavorare su due temi: la qualità della raccolta indifferenziata ed in particolare di quella degli imballaggi misti , plastica e lattine. E poi gli abbandoni».
La questione rimane irrisolta dal 2018, anno in cui il sistema porta a porta fu introdotto con la rinuncia ai vecchi cassonetti stradali che impedivano di salire oltre la percentuale del 40%. Senza i contenitori, una larga parte di evasori che probabilmente riuscivano a passare inosservati, non hanno più avuto la possibilità di conferire la spazzatura. Da qui gli spettacoli ben poco edificanti osservabili su tutto il territorio: sacchetti nei fossi, bindoncini stradali colmi di spazzatura. «Ci confortano però – conclude Ardizzone – gli esiti della campagna di recupero crediti che ad oggi permettono di raggiungere percentuali di non riscosso inferiori agli obiettivi».