Ponte sul Piota, cosa succederà con la chiusura a Lerma?
Per i lavori di consolidamento
LERMA – Monta non solo a Lerma ma in tutta la porzione di Alto Ovadese che coinvolge anche Casaleggio Boiro e Mornese la rabbia dei cittadini che temono di rimanere isolati, o quasi. La questione è quella ben nota dei lavori di ristrutturazione del ponte sul Piota che collega l’area della Caraffa nel territorio di Tagliolo al comune di Lerma. La scorsa settimana si è chiusa la finestra per la presentazione delle offerte da parte delle aziende interessate alla procedura indetta dalla Provincia di Alessandria per il conferimento dell’appalto. Ma il progetto esecutivo, approvato oltre un anno fa, continua a non prevedere un guado che funga da percorso alternativo quando col secondo lotto del cantiere il passaggio stradale sarà chiuso. Sono molti gli abitanti dell’area a chiedersi cosa succederà e a esprimere dubbi sulla strada che la Provincia stessa intende seguire.
«Prepariamoci alla mobilitazione civica». Sono molti i messaggi di questo tenore già comparsi su diverse pagine social in voga in quel territorio. La situazione è nota: l’intervento prevede una spesa di 1,2 milioni di euro, finanziata già nel 2022 dallo Stato. All’appello mancano le risorse che l’Unione dal Tobbio al Colma aveva messo a disposizione: 42 mila euro per lavori di riordino della strada che dovrebbe innestarsi nel guado in cui si discuteva in un primo momento.
Nodo da sciogliere
Del ponte sul Piota che collega Lerma all’Ovadese si parla da tempo. «Il progetto esecutivo e il relativo appalto – il chiarimento offerto dalla Direzione Vibilità della Provincia – riguardano esclusivamente le opere inerenti il ponte e non comprendono interventi esterni all’oggetto dell’appalto». Senza un ripensamento, tutto il traffico verrebbe deviato da Montaldeo, attraverso un percorso molto più lungo ed allo stesso tempo angusto a causa della strettoia presente nel centro del paese. La prospettiva riguarda solo la seconda parte dei lavori, probabilmente nel 2028. Ritardi e problemi hanno fatto slittare un cantiere atteso da anni. La prima parte dei lavori sarà effettuata in alveo senza necessità di limitazioni.
E dire che solo pochi mesi fa il confronto locale era incentrato sull’alternativa tra il guado e un ponte meno provvisorio. La prima soluzione era osteggiata perchè avrebbe assicurato un passaggio solo nelle ore di luce e previo un servizio di custodia da parte della Protezione Civile Locale. Passaggio interdetto in caso di allerta meteo. 10 dell’area che si vedrebbero costretti a fare i conti con il semi isolamento. Ma anche chi deve lavorare a Ovada e in altri punti della Provincia si chiede come dovrà ridisegnare la sua vita. Tutti concetti che Mornese aveva sintetizzato in una raccolta firme avviata qualche anno fa. Un’iniziativa ritenuta inopportuna da qualcuno ma che , allo stato dell’arte, aveva solo anticipato gli eventi.