Edoardo Nervi racconta la terribile storia del Boia di Genova
Nervi (al centro con la giacca) con i collaboratori per il film
Cultura & Spettacoli
Patrizia Pesce  
10 Luglio 2026
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10:00 Logo Newsguard
L'iniziativa

Edoardo Nervi racconta la terribile storia del Boia di Genova

Con una squadra di cineasti tutti ovadesi

OVADA – Un viaggio a ritroso nel tempo per indagare la figura dell’ufficiale nazista Siegfried Engel, il cosiddetto Boia di Genova, capo delle SS che dal 1944 al 1945 trasformò la Casa dello Studente nel capoluogo ligure in un luogo di tortura. A filmarlo è Edoardo Nervi, regista e videomaker che torna a qualche anno dal successo ottenuto con “Golia”, l’indagine e docufilm realizzata sul crollo della diga di Molare. Nervi, per questa nuova impresa, ha collaborato all’interno di Paper Moon Pictures, collettivo formato da giovani ovadesi. Il protagonista è l’attore Gabriel Montesi, la colonna sonora è firmata da Gineva Nervi, sorella di Edoardo e brillante giovane compositrice per il cinema.

Il lavoro di Nervi e dell’autore Alessandro Pestarino prova a rispondere ad alcune domande: perchè un professore di filosofia diventa formatore delle SS? Perchè non è stato pagato alcun prezzo per ciò che commise. Il collettivo Paper Moon Pictures è formato da Alessandro Pestarino(anche nelle vesti di sceneggiatore e regista), Francesco Ferrando(storico e sceneggiatore), Matteo Del Santo, Virginia Pizzorno, Marco Colombo.

Tragedia inaudita

Il Boia di Genova è stato condannato anche per le stragi della Benedicta e del Turchino e per l’eccidio di Portofino. Fin dalla giovane età fece parte della Gioventù Hitleriana per poi iscriversi al Partito Nazista. “Engel- spiega Nervi- dopo la guerra è diventato un noto industriale , ha condotto una vita agiata a Berlino ed è morto a quasi cent’anni, a nulla sono valse i richiami a giudizio”. Il docufilm è stato realizzato con il supporto dell’Anpi di Ovada, dell’Accademia Urbense, dell’Anpi di Rossiglione e Genova. Hanno collaborato anche l’Archivio storico della resistenza di Genova, la Casa dello studente, l’Archivio storico della Biblioteca comunale di Rossiglione.

Negli anni Sessanta e negli anni Ottanta il Procuratore militare Pier Paolo Rivello provò a portarlo a giudizio e di fatto venne incriminato in Italia ma la Germania non permise mai l’estradizione con la giustificazione che passati cinquant’anni sarebbe stato troppo anziano per pagare il suo debito. “Nel docufilm abbiamo intervistato Rivello – prosegue l’autore – Compare anche un contributo con le parole di Engel che oltre a non essersi mai pentito dei suoi crimini, spiega il suo odio verso il popolo italiano che per lui rimarrà sempre “il traditore”.

Indagini psicologiche

“Volevamo comprendere a fondo come fosse possibile la metamorfosi da professore prima della guerra ad assassino e mandante efferato durante il conflitto – spiega Nervi- e poi l’ulteriore cambio di registro da ufficiale delle SS a uomo che, smessa la divisa, continua tranquillamente la sua vita da uomo in carriera”. A supportare la squadra di lavoro nelle indagini psicologiche le dottoressa la psicologa Elisabetta Raho che delinea il ritratto dell’uomo ma anche dei suoi sottoposti che commettevano sotto il suo comando le torture e le atrocità che comportarono un numero impressionante di morti. Importantissimo anche il contributo dello storico Giacomo Lertora per districarsi all’interno delle numerose fonti.

Nervi conclude parlando del collettivo di cui fa parte “Siamo – spiega – una compagnia di cineasti che hanno deciso di unirsi essendo tutti ovadesi perché per noi è opportuno essendo in provincia fare sinergia e unire gli intenti per produrre opere di più ampio respiro”.

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