Elena Vignolo: «Vi racconto My Girls e la mia oasi di creatività »
Magliette che sono un fenomeno di costume
OVADA – C’è l’estro coltivato per anni e finalmente espresso di Elena Vignolo dietro le “My Girls”, t-shirt che stanno diventando sempre più un fenomeno di costume. Pezzi unici che nascono a poco a poco con la lentezza necessaria per trasformare un’idea in qualcosa di concreto. «Le mie “My girls” – racconta Vignolo – si presentano volutamente con le ciglia in evidenza e gli occhi chiusi. È quello che dà loro l’aria misteriosa e sbarazzina. Chi le acquista imprimerà nel mio logo il proprio sguardo personale sul mondo». Il volto dipinto su stoffa o cucito è un invito a trovare la propria personalità. «Se avessi scelto uno sguardo, o due occhi aperti – continua la creatrice del brand – avrei dato un’intenzione o una prerogativa standardizzata in cui la magia si sarebbe persa».
Per conoscere di più il mondo e la filosofia del brand c’è il profilo Instagram “mygirls” dove si può contattare l’artista «Essendo ogni capo un prodotto unico ci può essere un po’ di attesa – chiarisce – Il risultato finale deve offrire qualità e l’autenticità di un lavoro sartoriale Ci vuole tempo tempo, estro e dedizione”. Frangetta, ciglia lunghe che scendono dagli occhi chiusi e misteriosi , incarnato bianco, e una sfumatura di rosso scarlatto sulle labbra. Questa è l’originale icona di “My girls” a cui negli anni tramite le personalizzazioni si sono affiancate colori diversi di capelli, ogni tipo di accessorio, occhiali e una vasta gamma di stoffe e tessuti che diventano copricapi e tools per arricchire l’icona.
Ingegnere e stilista
Chi immaginerebbe mai un animo artistico nella mente logica di un ingegnere? Elena Vignolo costringe a rivedere questo stereotipo. «Fin dai tempi della scuola amavo il disegno e dal mio banco prendevano vita le caricature degli altri o di me stessa. Negli anni anni sarebbero diventate le basi di “My Girls”. Un sogno quello di fare la stilista che si scontra con un mondo dove si sognava su una realtà analogica «Abitavo ad Ovada , non era facile all’epoca reperire informazioni sulle scuole di questo tipo. Non sapevo a chi chiedere e poi la matematica e la fisica erano materie che mi piacevano molto quindi ho deciso di investire in quel campo diventando ingegnere nucleare. Il lavoro in realtà mi ha portato poi a occuparmi di ingeneria logistica ambientale e gestione dei rifiuti».
Non è stato facile ritagliarsi questa oasi. «Lavoro, famiglia, tempi serrati mi facevano seguire solo in parte la creatività- spiega Vignolo- ma nel 2001 ho deciso di riappropriarmi della mia passione». Complice anche Instagram che diventa una vetrina istantanea compare una nuova pagina sul web dal titolo “My Girls”. Una finestra non solo di magliette, occhiali, cappotti, bijoux ma anche life stile in cui in prima persona l’artista fa vedere i suoi outfit giocando con abiti dal taglio serio a volte maschile sdrammatizzati con la giocosità e la sensualità del viso del logo «In fondo lavorativamente vivo in un ambiente molto maschile, avevo bisogno di un tocco di femminilità giocoso».