Tagliolo, lo stabilimento di Tossini è una realtà
Nella mattina di oggi
TAGLIOLO – Ha ufficialmente avviato la produzione il nuovo stabilimento realizzato da Tossini in località Bessiche a Tagliolo Monferrato. Il marchio genovese leader nella produzione della focaccia ha deciso di insediarsi nell’area della Caraffa per riavviare la produzione dopo che nel 2024 l’azienda aveva dovuto fronteggiare l’incendio che portò alla distruzione del sito produttivo di Savignone. “La sfida – ha spiegato Chiara Carrara, responsabile commerciale dell’azienda – è quella di arrivare a triplicare la produzione. Porteremo a Tagliolo alcune delle ricette che hanno segnato la fortuna dell’azienda ma pensiamo anche di innovarci in un mercato che è sempre più esigente”. L’azienda in un primo momento lavorerà su un turno ma entro l’anno dovrebbe raddoppiare la produzione.
“Per tutto il territorio ovadese – ha chiarito il sindaco di Tagliolo, Marianna Lipartiti – l’arrivo di quest’azienda è una grande opportunità e continua a ricordarci l’importanza di investire nel territorio”.
Realtà consolidata
Tossini è un’azienda che nasce dal forno artigianale creato nel 1899. Nel 1976 la svolta fondamentale con la decisione di Maurizio e Luigi Tossini di rilanciare e trasformare i negozi dell’epoca in un’azienda vera e propria. La decisione di collocarsi in basso Piemonte è arrivata trovando la giusta collocazione in un capannone un tempo occupato dalla Chambre, azienda del cioccolato. Il recupero e l’allestimento ha richiesto un anno di lavoro. “Ci siamo impegnati a fondo – ha raccontato Claudio Vibona, responsabile dello stabilimento – Le aziende hanno lavoro incessantemente e a spron battuto per arrivare a un risultato che non era scontato”.
L’area occupa 8 mila metri quadrati. La parte strettamente produttiva ne occupa 3 mila. Dallo stabilimento di Tagliolo partiranno la classica focaccia secca del marinaio e la focaccia farcita alle verdure. Il mercato principale rimane l’Italia ma l’azienda esporta già in sette paesi all’estero per un totale che raggiunge il 35% del fatturato complessivo.