Ovada, contro la crisi di via Cairoli poche armi
Dopo le recenti chiusure di attività storiche
30OVADA – Si sono chiuse due settimane fa le serrande di “Olivieri Sport”, uno dei negozi con la militanza più lunga in via Cairoli. Presto la stessa cosa accadrà con Carlevaro Confezioni. Lo scenario spinge a una riflessioni sulle sorti della strada più importante dal punto di vista dello shopping stretta tra l’inevitabile conclusione della parabola di attività di più lungo corso e le prospettive incerte determinate dagli scenari che da tempo attanagliano tutto il settore del commercio al dettaglio. «Il nostro ruolo – chiarisce Sara Olivieri, assessore al Commercio del Comune di Ovada – è quello di affiancare gli operatori e di creare le condizioni perché possano lavorare al meglio. Su questo fronte siamo impegnati, i frutti si vedranno nei prossimi mesi».
Nel mirino del comune di Ovada c’è un maxi piano di revisione del centro storico ancora in fase di elaborazione che dovrà rendere la parte vecchia ancora più piacevole. Nel mese di aprile è arrivata la modifica al regolamento che ha allargato la porzione di spazio pubblico che i singoli negozi possono utilizzare per le loro vendite all’aperto. «In occasione dei mercatini può essere un valido aiuto a mostrare la merce e a far superare ai potenziali clienti la barriera psicologica dell’ingresso».
Futuro incerto
L’orizzonte attuale di via Cairoli non è diverso da quello di altre vie dei centri storici di importanti città della Provincia di Alessandria. Sullo sfondo le minacce al settore: la grande distribuzione, il ricorso sempre più frequente al web, il cambiamento degli stili di vita che rende più difficile affidarsi al negoziante tradizionale. Via Cairoli sconta questa situazione. Dei 52 spazi commerciali presenti, quasi un terzo è in attesa di un operatore. «Ma dal nostro osservatorio – rileva Olivieri – c’è comunque interesse. Speriamo che qualche novità positiva possa esserci a breve». La crisi sembra mordere maggiormente le attività aperte di recente che non possono contare su una base consolidata.
La crescita turistica degli ultimi anni sembra una carta in più per fronteggiare la crisi. «Chi arriva in città apprezza l’atmosfera e trova molto interessante quello che deve. Sono soprattutto gli stranieri ad apprezzarci. Questo dovrebbe insegnare qualcosa anche a tanti ovadesi». Negli ultimi vent’anni via Cairoli ha vissuto diverse stagioni. La presente sembra tra le più complesse. I negozi al dettaglio che hanno gettato la spugna sono stati solo in parte rimpiazzati da uffici che offrono servizi e sedi di associazioni di categoria. Maggiore flessibilità e capacità di affiancare servizi alla vendita possono essere due soluzioni. Come l’obbligatorio ricorso al web.