Predosa: casello A26, la minoranza scrive agli enti, “no all’attuale ubicazione”
Società
Monica Gasparini  
26 Giugno 2026
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14:48 Logo Newsguard
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Predosa: casello A26, la minoranza scrive agli enti, “no all’attuale ubicazione”

I consiglieri di Tradizione e Futuro chiedono di riportare il nuovo casello A26 nell'area prevista dal Ptp: "Sì all'opera, ma non vicino alle abitazioni"

PREDOSA – La minoranza boccia l’ipotesi del nuovo casello A26: “Sì all’opera, ma non a ridosso delle case”.

La minoranza consiliare di Predosa prende ufficialmente posizione sul progetto del nuovo casello autostradale dell’A26 e chiede agli enti coinvolti di mantenere l’ubicazione originariamente prevista dal Piano territoriale provinciale del 2002, nell’area a ovest dell’autostrada compresa tra la Sp 190 e la Sp 196.

La nota, inviata via Pec alla Provincia di Alessandria, alla Regione Piemonte, alla società Sina, ai Comuni di Acqui Terme, Castellazzo Bormida e Sezzadio, porta la firma dei consiglieri del gruppo Tradizione e Futuro e si pone in netta contrapposizione rispetto alla delibera di giunta n. 29 del 20 maggio con cui l’amministrazione comunale di Predosa ha espresso il proprio orientamento sulla localizzazione del casello.

Secondo i consiglieri di opposizione, la scelta sarebbe stata assunta “in modo unilaterale”, senza un preventivo confronto in Consiglio comunale, impedendo così alla minoranza di esprimere la propria posizione. Per questo il gruppo manifesta piena condivisione con quanto deliberato dal Comune di Acqui Terme lo scorso 30 aprile, sostenendo che l’area individuata dal Ptp e recepita dal Piano regolatore di Predosa rappresenti ancora oggi la soluzione più idonea.

Nel documento gli esponenti della minoranza precisano di non essere contrari alla realizzazione del casello. Al contrario, ne riconoscono l’utilità, soprattutto per garantire un collegamento autostradale più efficace ad Acqui Terme, oggi priva di uno sbocco diretto sulla rete autostradale. Contestano però con forza l’attuale proposta localizzativa.

Area fortemente infrastrutturata

Secondo il gruppo, infatti, il nuovo svincolo andrebbe a inserirsi in un’area già fortemente infrastrutturata, con conseguenze rilevanti sulla qualità della vita dei residenti. Tra le principali criticità evidenziate figurano il previsto aumento del traffico pesante, l’incremento delle emissioni di polveri sottili e ossidi di azoto, il maggiore inquinamento acustico dovuto alle continue manovre di accelerazione, decelerazione e sosta dei mezzi pesanti e il conseguente impatto sanitario e ambientale.

La minoranza ritiene inoltre che la soluzione sostenuta dalla giunta non favorirebbe lo sviluppo economico del territorio. A loro avviso, gli spazi disponibili non sarebbero compatibili con futuri insediamenti logistici, mentre l’area originariamente prevista consentirebbe uno sviluppo più ampio, con ricadute positive non solo per Predosa ma anche per Sezzadio e Castellazzo Bormida.

Contestato il metodo

Un altro punto contestato riguarda il metodo seguito dall’amministrazione comunale. I consiglieri parlano di una scelta “calata dall’alto”, lamentando l’assenza di un reale percorso di confronto con la cittadinanza su un’opera destinata a incidere profondamente sul territorio.

La richiesta rivolta agli enti competenti è quindi quella di confermare la localizzazione storicamente prevista dal Piano territoriale provinciale, abbandonando l’ipotesi sostenuta dalla giunta di Predosa.

Secondo quanto riferito dalla minoranza, nelle ultime settimane sarebbero stati numerosi i cittadini che hanno manifestato la propria contrarietà all’attuale progetto. Molti, spiegano i consiglieri, si dichiarano favorevoli al nuovo casello, ma non nella posizione individuata dalla giunta comunale, e sarebbero pronti a sottoscrivere un documento per chiedere il ripristino della proposta originaria, già individuata dalla Provincia e recepita negli strumenti urbanistici vigenti.

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