Ovada, la grana Geirino: scoppia la battaglia per le tariffe
Società
Edoardo Schettino  
26 Giugno 2026
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La questione

Ovada, la grana Geirino: scoppia la battaglia per le tariffe

Le posizioni delle varie società sportive e di “My Sport”, il consorzio genovese che gestirà il polisportivo di regione Carlovini fino all’aprile 2027 sembrano molto lontane

OVADA – Il fuoco covava da tempo sotto la cenere. Non è una guerra vera e propria quella scoppiata da qualche settimana sulle tariffe per l’utilizzo degli impianti del polisportivo Geirino. Di certo le posizioni delle varie società sportive e di “My Sport”, il consorzio genovese che gestirà il polisportivo di regione Carlovini fino all’aprile 2027 sembrano molto lontane. Sullo sfondo due questioni più ampie attorno alle quali ruotano le sorti del Geirino dei prossimi anni. L’avvio delle manutenzioni straordinarie previste che porteranno al successivo intervento per l’abbattimento dei costi per l’energia e la necessità di individuare quel punto di equilibrio tra “utilizzo sociale” e spazi disponibili per i gestori per la quale da tempo ci si confronta su vari tavoli.

Interrogativi pressanti

Le attuali condizioni del campo di calcio sono idealmente la sintesi del travaglio vissuto dal Geirino. E non è un caso che il primo a prendere posizione sia Gianpaolo Piana, presidente dell’Ovadese. «Abbiamo fatto due conti – spiega il dirigente -E con l’applicazione delle tariffe previste i costi per le società diventerebbero davvero insostenibili. Andare avanti è difficile per tutti. Ma in questo modo lo sarà ancora di più». Concetti che  il dirigente ha ribadito anche nell’evento organizzato a Villa Bottaro, a Silvano d’Orba, per presentare la nuova stagione. Sulla stessa lunghezza d’onda, pur con sfumature diverse, le altre società. «Il nostro problema più urgente – spiega Gianluca Cazzulo, referente per la Pallavolo Ovada – è legato possibilità d’impiego della struttura e dei tempi di realizzazione dei lavori in previsione. Per questo stiamo facendo le nostre valutazioni e attendiamo ancora un confronto con il Comune». Per paradosso al palazzetto di Ovada guarda anche la Pallavolo Acqui alla ricerca di un campo utilizzabile per il prossimo campionato di A3.

La posizione di My Sport sembra però poco incline alle aperture. «Ci limitiamo – spiega Massimo Fondelli, amministratore delegato – all’applicazione delle tariffe deliberate dal comune di Ovada. Per quanto riguarda il campo di calcio capiamo le difficoltà delle società. Ma parliamo di valori inferiori del 40% rispetto a quelli applicati a Genova». Fondelli fa notare che tutto questo è possibile anche grazie al contributo da 100 mila euro che Palazzo Delfino ha stanziato per il periodo fino all’aprile 2027 quando scadrà la proroga concessa a My Sport. Per quella data la situazione dovrà essere più definita.

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