Lisa Mancini: «La passione per il basso e il concerto per Vasco»
Cultura & Spettacoli
Patrizia Pesce  
21 Giugno 2026
ore
07:56 Logo Newsguard
La storia

Lisa Mancini: «La passione per il basso e il concerto per Vasco»

A Ferrara ha aperto il live del 2026

OVADA – E’ una storia di emozione e grande gratificazione quella di Lisa Mancini, giovane bassista ovadese. L’artista ha fatto parte della band che qualche settimana fa ha aperto l’edizione 2026 del “Vasco live” a Ferrara. Il concerto è stato il coronamento degli sforzi che la giovane musicista ha profuso in questi anni, partendo dalla scuola di musica “A. Rebora” di Ovada. «È uno strumento che ho sempre sentito mio – racconta Mancini a proposito del basso – Ringrazio ancora oggi in particolar modo Nicola Bruno e tutti i docenti della scuola in cui sono cresciuta». Capelli rossi, look total black e cazzimma da vendere. Così Lisa Mancini si è presentata sul palco per il concerto all’interno di una band creata in pochi giorni per l’occasione.

Con lei la cantante Gaia Papadia, il batterista Francesco Curti, Gabriele Milan e Matteo Rash Miori chitarra alla chitarra, Luca Algisi alle tastiere. Un’esibizione di grande energia e altrettanto coinvolgimento. «Ferrara era completamente bloccata. Mi sono resa conto che stava succedendo qualcosa di speciale quando mi hanno dato il braccialetto e i pass e la nostra macchina ha iniziato a farsi largo e a procedere. Li ho capito che era tutto reale».

Storia bizzarra

Sono stati giorni particolari quelli che hanno portato Lisa Mancini a esibirsi in un contesto così importante. «Dal 2024 – racconta – ogni anno Vasco fa le audizioni per le band di supporto, Qualche giorno prima la cantante mi ha chiamato dicendomi che l’avevano presa ma che le mancava la band. Gli ero venuta in mente io come bassista. Nel giro di tre giorni ho chiamato due amici di talento trovando il batterista e il chitarrista. Gaia ha trovato il secondo chitarrista e siamo partite»

Il concerto si è tenuto al Parco Giorgio Bassani di Ferrara. Dietro le quinte una quantità immensa di persone che lavorano, tutti scelti fra i migliori professionisti presenti nel panorama musicale compresi i tecnici. Il sound check e poi l’attesa. «Surreale – prosegue l’artista – noi eravamo dietro nel parco tranquilli fra i fiori a parlare tra di noi e in lontananza sentivamo il frastuono dei fan che urlavano già dall’apertura dei cancelli stupendo».

L’esibizione è stata un successo. «Mi sono concentrata e ho pensato solo a dare il meglio di me. Non mi sono resa conto durante il concerto di quel che stava succedendo. Le immagini che ho visto dopo mi hanno dato la reale percezione dell’evento».

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