Ovadese, dopo la salvezza società al lavoro per il futuro
Sport
Edoardo Schettino  
25 Maggio 2026
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06:52 Logo Newsguard
L'analisi

Ovadese, dopo la salvezza società al lavoro per il futuro

Lasciarsi alle spalle le difficoltà

OVADA – Cosa rimane in casa Ovadese  della stagione della grande paura? La vittoria  ottenuta al Geirino contro l’Acqui nello spareggio salvezza ha consentito alla società di mantenere l’Eccellenza conquistata con grande fatica nel 2024 ma non salva un campionato molto deludente. Il bilancio parla di 31 punti in 30 partite non sufficienti per ottenere la salvezza diretta. Nel contempo, tra i tifosi, è ben presente la consapevolezza che il risultato raggiunto sia figlio anche della presenza di due squadre, Luese Cristo e Pinerolo, per motivi diversi non all’altezza della categoria disputata. Di fatto le tre retrocessioni presenti per regolamento si sono ridotte ad una. A retrocedere è stato il peggior Acqui degli ultimi trent’anni, altro elemento andato oltre il controllo della società e non prevedibile.

I risultati ottenuti sul campo sono il frutto del notevole ridimensionamento nella qualità dell’organico rispetto al primo campionato di Eccellenza chiuso al quinto posto. Non solo l’addio di Mattia Piana che ha fatto discutere per diverse settimane. L’attaccante protagonista della promozione dell’Alessandria non è mai stato di fatto rimpiazzato. Il solo Romei, che ha chiuso con dieci gol il suo campionato, si è trovato nella condizione di reggere l’intero peso di un attacco apparso troppo spesso improduttivo. Così mister Luca Carosio si è dovuto presto “rassegnare” all’idea di puntare soprattutto sulla solidità difensiva. “Abbiamo chiuso il nostro campionato – chiarisce l’allenatore – con quattordici gare terminate senza subire gol. Un vero miracolo, data la situazione”.

Nel corso dell’anno l’organico già ritenuto insufficiente dall’allenatore si è ulteriormente assottigliato.

Ridimensionamento progressivo

L’Ovadese ha fatto i conti con un mercato estivo assolutamente insufficiente. Matteo Fissore, chiamato dal Derthona per mettere a posto la difesa, non è mai stato realmente preso in considerazione dall’allenatore per le sue condizioni fisiche. In mezzo al campo la prima scelta Alessio Margaglio ha scelto di accasarsi altrove. Lo stesso ha fatto Federico Amendola, esterno d’attacco che nelle prima gare aveva messo in mostra qualche numero. E così l’organico pensato per dare alternative all’allenatore si è ritrovato ridotto all’osso. “E’ stato un anno difficile – ha riconosciuto dopo lo spareggio il vice presidente Carlo Andrea Sciutto – Ma dagli errori dobbiamo imparare per non trovarci nella stessa condizione”.

L’estate porterà sicuramente delle novità. Avrà di nuovo un ruolo più operativo Andrea Repetto, dirigente sempre presente nelle ultime stagioni ma con un ruolo dietro le quinte. Il primo obiettivo sarà dare una risposta alle richieste già avanzate da Carosio. “Dobbiamo crescere – spiega l’allenatore – Non parlo della squadra ma di tutta l’organizzazione del lavoro. Per il campo mi piacerebbe almeno un intervento per reparto con giocatori che aggiungano caratura tecnica. C’è chi pensa che io sia un allenatore difensivista. In realtà mi adatto alle situazioni? Cosa avrei dovuto fare con l’organico che avevo e dovendo giocare quindici partite su uno dei campi peggiori della Regione?”

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