Distretto del Cibo, primi appuntamenti per promuovere il territorio
Nel week end
ROCCA GRIMALDA – L’associazione è stata presentata venerdì scorso a Rocca Grimalda, l’attività del neo nato Distretto del Cibo Appennino e Colline di Langa e Monferrato è già partita. Tre gli appuntamenti che hanno caratterizzato l’ultimo fine settimana. Subito dopo il debutto istituzionale, il Distretto ha mostrato la sua anima più autentica e conviviale a Paesi e Sapori 2026. A completare il quadro di un fine settimana perfetto è stata la partecipazione a Golosaria a Casale Monferrato. La celebre kermesse ideata da Paolo Massobrio, diffusa tra i castelli e i borghi più belli del territorio, ha rappresentato il palcoscenico ideale per presentare la neonata associazione a una platea di respiro nazionale ed internazionale.
Allineandosi al modello di turismo “slow” e sostenibile promosso dal festival, il Distretto del Cibo ha catturato l’attenzione di esperti del settore, giornalisti e foodies. La ricchezza del patrimonio rurale di questa affascinante porzione di Piemonte ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per imporsi come modello virtuoso di economia circolare e valorizzazione del territorio.
Missione nuova
Il Distretto del Cibo rappresenta un’alleanza strategica nata per mettere in rete 48 piccoli comuni e 5 Unioni Montane, uniti dall’obiettivo comune di tutelare il paesaggio rurale, promuovere la filiera corta e valorizzare il mercato locale attraverso una stretta cooperazione. Al tavolo dei relatori erano presenti figure istituzionali di rilievo, tra cui il consigliere regionale Marco Protopapa, il presidente della Provincia Luigi Benzi e il presidente del Distretto (nonché sindaco di Silvano d’Orba) Giuseppe Coco, affiancati dal referente del progetto, l’architetto Emilio Nervi.
Conclusa questa straordinaria tre giorni, il Distretto del Cibo Appennino e Colline di Langa e Monferrato guarda avanti con rinnovata energia. Il grande calore dimostrato dal pubblico e la sinergia nata tra istituzioni, produttori e mondo dell’associazionismo confermano che la strada intrapresa è quella corretta: il grande mosaico della biodiversità piemontese ha finalmente un nuovo, fortissimo punto di riferimento.