Ovadese, gioia e sollievo: la grande paura oramai è alle spalle
Sport
Edoardo Schettino  
18 Maggio 2026
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07:21 Logo Newsguard
L'analisi

Ovadese, gioia e sollievo: la grande paura oramai è alle spalle

Dopo lo spareggio per l'Eccellenza

OVADA – L’Ovadese è ancora in Eccellenza, l’incubo è finito. Ci sono volute 31 partite condite da una serie di pomeriggi davvero difficili per preservare il frutto degli sforzi dei tre anni precedenti. Del pomeriggio a suo modo storico del 17 maggio 2026 saranno ricordati il boato di gioia generato dal gol di Ferrari e l’enorme sospiro di sollievo col quale tutto il Geirino di parte ovadese ha accolto il triplice fischio finale. L’Ovadese si è salvata spremendo ogni possibile energia rimasta. La vittoria contro l’Acqui è arrivata al termine di una prestazione solida e concreta: Carosio ha azzeccato le sue mosse ancorando la difesa a tre centrali pronti a fare a sportellate e proponendo il solito centrocampo da battaglia. La decisione si è rivelata lungimirante specie dopp il vantaggio. L’Acqui non si è mai reso troppo pericoloso. Gaione non ha dovuto fare interventi complicati. La stagione sbagliata si è chiusa idealmente come si era aperta: il Geirino si è riempito come solo con l’Alessandria era accaduto.

È la conferma che il nostro calcio locale può ancora accendere interessi e passioni a dispetto della qualità del gioco proposta. Ora per l’Ovadese inizia una lunga estate in cui l’obiettivo dovrà essere fare tesoro dell’esperienza maturata. In prospettiva sono in arrivo cambiamenti nella dirigenza. Sulla rosa è necessario intervenire nella consapevolezza che la salvezza è arrivata anche per la presenza di due squadre (Pinerolo e Luese Cristo) non degne dell’Eccellenza e di un Acqui davvero deludente.

Sforzi coronati

I giocatori dell’Ovadese hanno scaricato la tensione accumulata nelle due ultime settimane infinite alla rete di Ferrari. Una corsa comune verso la recinzione del campo per festeggiare con chi li ha seguiti per tutto l’anno. La solidità si è rivelata un’arma vincente. A dimostrarlo proprio l’esito delle partite con l’Acqui: tre vittorie di misura e pochissime occasioni lasciate ad un’avversaria dalla cifra tecnica, almeno sulla carta superiore. La squadra di Carosio ha coperto gli spazi con attenzione, rompendo il gioco degli avversari non consentendo ad Atomei di fare le sponde per gli inserimenti di Mazzarello, Saviozzi e Di Martino. 

La festa finale, dopo attimi comprensibili di tensione è andata in scena sul campo del Geirino. A seguire il terzo tempo che la squadra ha sempre fatto, anche dopo le prestazioni più negative, per cementare il proprio spirito. Tra poco arriverà il tempo delle scelte: Genocchio smette, Romei rimane un grande giocatore ma la carta d’identità non mente, Sciutto e Ottonelli non saranno più schierabili come giovani. E poi servirà qualche puntello della metà campo in su per non dover vivere un’altra stagione come questa.

Il pericolo è scampato ma deve servire come una lezione.

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