Casa di comunità: le impalcature ci sono ancora, l’apertura è vicina
Il nuovo servizio sanitario al Sant'Antonio
OVADA – Un telo copre l’area che dopo la ristrutturazione ospiterà la maggior parte degli ambulatori. Gli ambienti interni tradiscono ancora la necessità di terminare le operazioni. Si avvicina però l’apertura della Casa di Comunità, l’area ricavata all’interno dell’ospedale vecchio di via XXV aprile destinata allo sviluppo delle linee guida sanitarie a livello distrettuale. Aveva parlato del mese di maggio l’assessore regionale alla Sanità , Federico Riboldi, nel corso della visita più recente nella nostra città. Ed effettivamente la data confermata da Asl Al per l’inizio delle operazioni è fissata al 20 maggio.
La Casa di Comunità è stata realizzata grazie alla ristrutturazione del Sant’Antonio grazie ai contributi messi a disposizione dal Pnrr. Il risultato non era scontato. Il piano originario prevedeva l’utilizzo di parte dell’Ospedale Civile di via Ruffini. Fu la levata di scudi dei sindaci del territorio a contribuire a un cambio di rotta. «La Casa di Comunità di Ovada – spiegano fonti vicine ai vertici Asl – garantirà assistenza medica 7 giorni su 7, 24 ore su 24, integrando anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica). Saranno garantite dunque le Cure Primarie e la Continuità Assistenziale grazie alla collaborazione in forma aggregata di Medici di Medicina Generale Pediatri di Libera Scelta e Infermieri di Famiglia o Comunità, garantendo un approccio multiprofessionale».
Presidio sul territorio
Ad illustrare le potenzialità della nuova Casa di Comunità è stato il direttore del Distretto Sanitario, Claudio Sasso, nel corso di una serata organizzata la settimana scorsa da Fondazione Cigno. In primo piano servizi diagnostici di base per esami strumentali di primo livello, punto prelievi per analisi cliniche, sistema integrato di prenotazione con collegamento diretto al Cup aziendale per agevolare l’accesso alle prestazioni. E poi specialistica ambulatoriale con servizi focalizzati sulle cronicità e patologie ad alta prevalenza (cardiologia, endocrinologia – diabetologia, reumatologia e pneumologia. La presenza negli stessi locali della sede del Consorzio Servizi Sociali permetterà un’integrazione migliori tra progetti di assistenza e cura.
«Oltre all’assistenza medica garantita 24 ore su 24 – prosegue Asl Al – la struttura sarà supportata da circa 20 unità tra infermieri di famiglia e personale di supporto, oltre alla presenza di almeno un assistente sociale per favorire l’integrazione sociosanitaria e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini». Il trasloco dei servizi dislocati temporaneamente in via Ruffini è già iniziato