Abusi edilizi nelle aree a rischio: il 90% dei controlli dei Forestali rivela irregolarità
Operazione “Casa Sicura” tra Alessandria e Asti: i Carabinieri hanno individuato decine di opere abusive in aree esondabili, protette e vincolate. Su 78 immobili controllati, 70 denunce, 16 occupazioni del demanio fluviale e oltre 167 mila euro di sanzioni. Ripristinate diverse zone con interventi di rinverdimento e rimboschimento.
ALESSANDRIA – Tutela dell’ambiente e del paesaggio: i Carabinieri forestali hanno svolto una serie di accertamenti a campione su opere abusive nelle aree nell’ambito della campagna ‘Casa sicura’ su opere abusive nelle aree più vulnerabili del territorio. Parliamo di pertinenze esondabili dei fiumi, aree protette e aree a vincolo paesaggistico e idrogeologico.
L’approccio dei militari è stato mirato e innovativo. L’individuazione degli obiettivi é stata preceduta da una compressa attività di intelligence tecnica. Sono stati incrociati i dati del geoportale nazionale del Ministero dell’Ambiente, Regionale e dell’Agenzia delle Entrate, analizzando il sistema dei vincoli ambientali presenti sul territorio alessandrino e astigiano. Con occhio attento agli immobili privi di accatastamento. Questo ha permesso di colpire con precisione chirurgica un campione di abusi nelle aree a più elevata fragilità e maggior pregio ambientale. Diversi gli interventi nel Casalese.
Alta percentuale di irregolarità
Su 78 target controllati, il 90 per cento ha palesato gravi irregolarità di naturale penale e amministrativa sotto il profilo urbanistico-edilizio, idraulico, idrogeologico, ambientale e paesaggistico. Sedici immobili abusivi occupavano il demanio idrico fluviale.
I riscontri sul campo, tra le province di Alessandria e Asti, restituiscono la fotografia di un’azione capillare. Settante le notizie di reato alle Procure. Oltre centosessantamila euro di sanzioni amministrative direttamente comminate dai Forestali per violazione al vincolo paesaggistico e idrogeologico.
I casi sono stati segnalati: 28 le ordinanze di ripristino emanate fino ad oggi, ma altre procedure sono ancora in corso.
L’obiettivo strategico, spiegano i militari, non è stato solo sanzionatorio ma preventivo. L’abusivismo, spiegano, in queste aree costituisce un diretto pericolo per la pubblica incolumità in caso di alluvioni e un pregiudizio al paesaggio.
Molte aree, liberate dal cemento e dalle lamiere, sono state restituite alla natura attraverso opere di rinverdimento e rimboschimento, ripristinando la sicurezza idraulica e la bellezza del paesaggio piemontese.
Con l’operazione “Casa Sicura”, i Carabinieri precisano che la tutela del territorio non è un concetto astratto, ma un’azione quotidiana indispensabile per garantire legalità e sicurezza dei cittadini di fronte alle crescenti sfide del dissesto idrogeologico e del degrado ambientale.
I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina, in Prefettura, ad Alessandria, dai prefetti Alessandra Vinciguerra (Alessandria, Claudio Ventrice (Asti), dal colonnello Giovanni Palatini (comandante provinciale dei Carabinieri di Alessandria), dal colonnello Stefano Gerbaldo (alla guida dei Forestali) e dal capitano Giovanni Pintone.