Lavagnina: solo due le aree prese in considerazione per il ripristino
Un'immagine della lavagnina, tra i luoghi più frequentati dagli escursionisti
Società
Edoardo Schettino  
12 Maggio 2026
ore
07:35 Logo Newsguard
Il vertice

Lavagnina: solo due le aree prese in considerazione per il ripristino

Per Gorzente e Piota

CASALEGGIO BOIRO – Ireti sta portando avanti l’iter autorizzativo per i primi due interventi di mitigazione ambientale da tempo attesi nell’area della Lavagnina all’interno delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese. Il punto sulla situazione dei torrenti Gorzente e Piota, teatro nel 2024 dell’ingente sversamento di fanghi e limi generati dai lavori di manutenzione straordinaria effettuati sull’invaso principale dell’area è stato fatto nella giornata di ieri nel vertice che si è tenuto in Provincia di Alessandria tra i principali attori: oltre alla Provincia, i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e del comitato nato per tutelare un’area dal valore naturalistico incommensurabile messa a repentaglio negli ultimi due anni. Le aree prese in considerazione sono località Mulino nel comune di Casaleggio Boiro e località Mulino nel comune di Lerma.

Ad occuparsene sarà Ireti, parte del Gruppo Iren, che gestisce il complesso di invasi. Ancora da definire i tempi con i quali la bonifica sarà effettuata. Probabilmente dopo l’estate, salvo ulteriori colpi di scena offerti dall’iter autorizzativo. Si prospetta quindi il terzo periodo estivo consecutivo con una situazione fortemente compromessa nelle aree fino a qualche anno fa molto frequentate da bagnanti.

Situazione difficile

La Lavagnina non appare oggi con l’immagine che ha sempre offerto ad amanti dell’attività all’aria aperta e bagnanti alla ricerca di un momento di relax nel periodo estivo. Anche gli ultimi sopralluoghi effettuati di recente hanno chiarito la presenza di un’abbondante quantità di fango sul greto dei due torrenti. Iren, per bocca dei tecnici responsabili dei lavori di manutenzione straordinaria portati avanti in questi anni, si era detta pronta al ripristino delle aree anche con l’ausilio di mezzi meccanici ove si fosse rivelato necessario.

Nei mesi scorsi erano andati in scena i sopralluoghi effettuati anche grazie all’ausilio di droni impegnati per scandagliare le aree più colpite. Il comitato nato per la tutela del Gorzente e del Piota aveva presentato un elenco di sette punti in cui sarebbe stato necessario intervenire.

L’intervento prospettato prevederebbe uno svuotamento dal lago verso l’alveo pari a circa 300 metri cubi di materiale. Due le date prospettate: il 15 luglio, oppure a settembre. Lo stesso comitato ha espresso profondo disappunto per lo scenario prospettato definendo inadeguati gli interventi previsti.

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