Ovadese, la stagione non conta più. Ora c’è solo lo spareggio
Sport
Edoardo Schettino  
4 Maggio 2026
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07:49 Logo Newsguard
L'analisi

Ovadese, la stagione non conta più. Ora c’è solo lo spareggio

Il destino appeso a 90 minuti

OVADA – Molti giocatori dell’Ovadese hanno concluso la loro stagione regolare distesi sul campo di Cuneo. Nei polmoni lo sforzo profuso anche negli ultimi 90 minuti, nella testa la consapevolezza di dover ancora faticare per ottenere la salvezza. Non è bastato il pareggio ottenuto sul campo di una delle più forti del girone di Eccellenza. Il 17 maggio al Geirino sarà spareggio crudele con l’Acqui per mantenere la categoria. Anche nell’ultima giornata di campionato l’Ovadese ha messo sul campo pregi e difetti: una buona capacità di contenere gli avversari, una sterilità offensiva troppo marcata. La rete del pareggio che per qualche minuto ha permesso agli uomini di Carosio di sperare nel miracolo è arrivata con Simone Romei, messo in campo nell’ultima mezz’ora. “Siamo tristi e arrabbiati – ha commentato al termine l’allenatore – ma siamo anche confortati dalla prestazione di oggi”.

Carosio ha dovuto fare scelte razionali dettate anche dalla consapevolezza di avere davanti l’eventualità di una gara così importante. E allora sono rimasti ai box Gaione e Mocerino acciaccati, Genocchio diffidato, Romei apparso appesantito nella gara persa contro il Centallo. Via libera ad alcuni giovani che hanno comunque interpretato la gara nel modo migliore. In questi quindici giorni di avvicinamento l’equilibrio e la personalità dei veterani sarà importante per un ambiente non avvezzo ad appuntamenti di questo tipo.

Gara solida

In altri momenti il pareggio dell’Ovadese con il Cuneo sarebbe stato salutato come una vittoria. Ma la squadra doveva obbligatoriamente vincere per sperare nella salvezza. Da Centallo non sono arrivate notizie confortanti fino al pareggio ottenuto negli ultimi minuti dalla squadra di casa contro la Pro Dronero, avversaria diretta.

L’Ovadese arriva ai playout al termine di una stagione da 31 punti in 30 partite. Sette le vittorie dieci i pareggi. Nel girone di ritorno sono arrivati 15 punti. La flessione vera è arrivata dopo la vittoria di Acqui che aveva illuso tutti sulla possibilità di evitare i playout. Valori tecnici e infortuni hanno determinato quest’esito. L’organico in estate si è indebolito per le ben note vicende, la società non ha trovato sostituti all’altezza. Tanti i protagonisti principali che hanno avuto problemi: Romei nel girone di ritorno, Genocchio in quello di andata, Mocerino in più momenti e Campazzo. Spesso Carosio ha avuto poco margine di manovra. Ma questa è la storia di tante stagioni non andate come nei piani iniziali.

Ora c’è solo da preparare l’appuntamento più importante.

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