Poste, la chiusura fa discutere: diffida dal Comune
Il caso dei lavori di ristrutturazione
OVADA – Sembra davvero un caso la notizia circolata in questi giorni in tutta la città della chiusura prevista per l’ufficio delle Poste di via Cavanna tra il 5 maggio e il 20 luglio prossimo. A commentarla è stato l’altra sera il sindaco di Ovada, Gianfranco Comaschi, che ha annunciato al consiglio comunale di aver inoltrato una diffida formale alle Poste Italiane per garantire la continuità del servizio postale facendo esplicita richiesta di attivazione di servizi sostitutivi poiché quelli elencati dall’ufficio postale non sarebbero adeguati alle esigenze della cittadinanza.
“La chiusura al pubblico dell’ufficio postale per un periodo così lungo -ha spiegato Comaschi che in precedenza aveva convocato una capigruppo – non può reggersi nella scelta indicata da Poste Italiane di andare nei comuni limitrofi per espletare le diverse operazioni considerando anche l’utenza degli anziani e dei fragili; inoltre i trasporti verso i comuni citati non sono adeguati, quindi si invita a predisporre uffici mobili attrezzati, sportelli in concomitanza con lo svolgimento dei lavori”.
Situazione complessa
Le Poste sono un punto di riferimento importante per una larga fetta della popolazione in difficoltà negli spostamenti. La fascia più avanti con gli anni fatica a beneficiare delle tecnologie digitali che potrebbero contribuire a superare l’impasse. Per questo motivo il punto di riferimento più importante sarà l’ufficio di Silvano che sarà aperto dalle 8.20 alle 19.05 nei giorni feriali. Il presidio si prepara ad accogliere una massa di persone non comune per l’area. L’altra alternativa è il presidio di Molare.
A spaventare molti utenti è la durate dei lavori superiore a due mesi. Un periodo molto lungo. Dure le posizioni prese anche dal circolo cittadino del Partito Democratico e da Spi – Cgil. “È questa l’attenzione – si chiede la formazione politica – che gli enti centrali hanno per le periferie?!? Lasciare una città di oltre 10 mila abitanti senza un servizio essenziale per oltre due mesi?!? Pieno sostegno all’amministrazione comunale che ha protestato con forza”.
“La decisione – commenta la sigla sindacale – rischia di creare gravi disagi soprattutto alle categorie più fragili: pensionati, persone con disabilità e famiglie. Chiediamo con forza che venga rivista immediatamente questa decisione, valutando soluzioni alternative che non penalizzino la cittadinanza. È necessario garantire la continuità dei servizi sul territorio, anche attraverso interventi temporanei che evitino la totale chiusura dell’ufficio”.