Ovada, Gianluca Vaccarino: “Ho scommesso sulla musica e sui Deep Purple”
Cultura & Spettacoli
Patrizia Pesce  
18 Aprile 2026
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La storia

Ovada, Gianluca Vaccarino: “Ho scommesso sulla musica e sui Deep Purple”

Chitarrista per passione per una seconda vita. Che proprio lui ci svela

OVADA – Le noti possenti e armoniose di Deep Purple a fare da chiamata, la necessità di trovare una propria melodia interiore come spinta a rispondere. E’ molto particolare la storia di Gianluca Vaccarino, chitarrista che ha scelto di seguire il suo amore per la musica a 34 anni ma che nel frattempo ha saputo bruciare le tappe. Tante le collaborazioni di un certo livello avute finora. Tra questi i nomi conosciuti di Paolo Bonfanti, Aldo De Scalzi, Roberto Tiranti, Nicola Bruno e Alessandro Balladore. Come detto tutto è partita da “Made in Japan”, il secondo album dal vivo pubblicato dai Deep Purple nel 1972. L’inconfondibile riff iniziale di “Smoke on the water”.

Un colpo di fulmine che è sfociato in un vero e proprio amore per la chitarra. «Ho capito subito – prosegue – che sarebbe stata una compagna per sempre». Da li il percorso con l’insegnante Giulio Mallamo, la militanza nelle band giovanili e il trasferimento in provincia di Alessandria dove conoscerà colleghi e gli amici. Vaccarino oggi accompagna la carriera di chitarrista in diverse formazioni con l’attività di docente presso la Scuola A. Rebora di Ovada , l’Istituto Casella di Novi Ligure e altre realtà. «In questo strano percorso di vita, ringrazio ogni singolo insegnante, gli amici che mi hanno supportato sempre, i colleghi e la mia famiglia che ha creduto in me».

Scommessa per la vita

Fu il padre a far ascoltare i Deep Purple a Vaccarino. Da quel momento un percorso insolito. Il chitarrista si è iscritto al Conservatorio Paganini di Genova a 34 anni dopo aver lasciato una carriera già avviata in un’azienda. «Spinto dagli amici e dalla passione ho fatto una scommessa» . Siamo nel 2013 e Vaccarino suona con il gruppo “Mama and the Bultos”; scommette con i colleghi che se avesse riempito il teatro Macallè di Castel Ceriolo si sarebbe iscritto al Conservatorio lasciando il lavoro a tempo indeterminato . Successe.

«Ho chiesto ai miei di riprendermi per un po’ in casa ed è cominciata l’avventura. In sei mesi con l’amico e collega Nicola Bruno ho studiato come un pazzo e sono stato ammesso al corso di chitarra jazz. Ho finito il triennio a 38 anni con il massimo dei voti e poi a 43 ho concluso la specialistica».

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