Boschi, risorsa strategica per Alessandria: cresce il rischio abbandono
Coldiretti: servono nuove strategie di gestione e filiere del legno per tutelare l’ambiente e creare lavoro nelle aree interne
ALESSANDRIA – I boschi rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio alessandrino, sia dal punto di vista ambientale che economico. Ma tra abbandono, cambiamenti climatici e diffusione di parassiti, cresce la necessità di una gestione più efficace per salvaguardare questo patrimonio.
In Italia la superficie forestale ha raggiunto il valore record di quasi 120mila chilometri quadrati, pari a circa il 40% del territorio nazionale. Anche il Piemonte si conferma tra le regioni più ricche di boschi, con circa 1 milione di ettari. In questo contesto, la provincia di Alessandria occupa il quarto posto regionale, con 123.607 ettari di superficie forestale. Di cui 114.711 ettari di bosco, 7.499 destinati all’arboricoltura da legno e 1.397 ad altre superfici forestali.
La proprietà è prevalentemente privata (63%), seguita da enti pubblici (32%), ma il dato più critico riguarda la gestione. Solo due foreste su tre sono curate, mentre una parte significativa resta abbandonata.
Abbandono e clima: i rischi per il patrimonio forestale
L’abbandono espone i boschi a rischi sempre più evidenti. Incendi, siccità, alluvioni e attacchi di insetti alieni e parassiti. Un problema che si inserisce in un quadro aggravato dai cambiamenti climatici. Eppure, le foreste svolgono un ruolo chiave: assorbono CO2, sostengono la biodiversità e generano valore attraverso funghi, tartufi, turismo naturalistico e legno.
Nonostante ciò, il prelievo di legname in Italia si ferma al 27%, ben al di sotto della media europea del 64%, mentre il Paese continua a importare circa l’80% del legno necessario.
Per Coldiretti Alessandria è necessario un cambio di passo. «Per difendere il bosco italiano occorre avviare progetti di gestione responsabile del territorio e valorizzare le filiere foresta-legno», sottolinea il presidente Mauro Bianco.
Fondamentale anche il coinvolgimento delle comunità locali, attraverso modelli di gestione condivisa come consorzi e usi civici. «Una pianificazione partecipata rafforza il senso di responsabilità e appartenenza», aggiunge il direttore Roberto Bianco.
In questa direzione si inserisce la nascita di Oltrebosco, società promossa da Consorzi Agrari d’Italia, B.F. Spa, Sorgenia Biomasse e Federforeste. Con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio forestale e rilanciare le economie delle aree interne.