Barletti, tanti successi nel 2026 grazie al metodo d’insegnamento
Per gli studenti di Amministrazione e Marketing
OVADA – Anche il 2026 è un anno di grandi soddisfazioni e risultati importanti per Amministrazione Finanza e Marketing Barletti. Numerosi ragazzi coinvolti in concorsi e nazionali e internazionali: il team di Isabella Nervi, Cristina Villamar, Domenico Comandè e Alessio Paravidino (liceo di scienze applicate) con un lavoro sul reshoring (ritorno di aziende delocalizzate) e quello di Samar Hardabbou, Aya El Youssefi, Yasmine El Yumi e Karim El Youmy con uno sul PIL come indicatore economico ma non di benessere hanno vinto il concorso “Fe(e)l like a teacher” bandito dall’università Bocconi; Beatrice Vacatello e Malak El Hassani sono finaliste al concorso “Conviene saperlo” sui diritti dei consumatori promosso da AGCOM; Darie Vlad e Edoardo Ottonello si sono classificati terzi al concorso “Conoscere la borsa” bandito da Feduf e dal Gruppo Europeo delle Casse di Risparmio; Nisrine El Abassi, Ginevra Parodi e Louis Somaglia sono in finale per il concorso “Conta su di te” sui bias cognitivi legati al gender gap finanziario.
Chiudono la carrellata sei ragazzi di classe prima, ovvero Nicolò e Pietro Del Ghianda, Pietro Ferrari, Ali Meftah, Giulia Scarsi e Amira Braus, e sei di seconda, cioè Teresa Macca, Sofiane Ouaddar, Luca Vicario, Riccardo Zunino e Leonardo D’Antonio, che parteciperanno a fine mese alla finale nazionale dello European Money Quiz.
Progetto ad ampio respiro
I risultati ottenuti dagli studenti del Barletti sono molto importantitanto che il Sindaco del Comune di Ovada Comaschi e l’assessore Caneva hanno voluto di recente complimentarsi con i tanti studenti che hanno raggiunto traguardi ragguardevoli. Sindaco e Assessore hanno voluto conoscere personalmente i 26 studenti e congratularsi anche con i docenti di economia aziendale Raffaella Perfumo, Giacomo Pasino e Alessandro Pastorino, nonché con il Dirigente Felice Arlotta e la vicepreside Gisella Campagnolo.
E’ stato sottolineato come queste attività siano preziose non tanto per i ricchi premi finali, ma perché il learning by doing “spacca la torre d’avorio” della scuola, proiettando i ragazzi nella concretezza del mondo del lavoro e, al contempo, crea una sinergia fra studenti e docenti che la lezione frontale non è in grado di realizzare. Buon ultimo, hanno detto, le tante ore condivise nella preparazione dei concorsi creano ricordi e ciò non ha prezzo.