La povertà morde l’Ovadese: la Caritas lancia l’appello
Nuclei famigliari assistiti in crescita
OVADA – Sono oltre 360 i soggetti presi in carico dallo sportello Caritas di Ovada che sviluppa la sua attività accanto alla Parrocchia in vico Santa Teresa. Anche ieri, giorno di distribuzione, il via vai tra i locali era continuo. “Ci piace pensare – spiegano i volontari – che nessuno esca senza una risposta o un aiuto”. Il 2025 è stato un anno particolarmente complesso. Grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare che mette a disposizione i prodotti è stato distribuito l’equivalente di 31.300 pasti. “Cresce – spiega don Maurizio Benzi, parroco della città – il numero dei nuclei famigliari seguiti. Siamo a 130. La nostra prima risposta è la distribuzione di pacchi alimentari”. Un protocollo rigido disciplina le operazioni di stoccaggio e conservazione dei beni in arrivo dal banco: un impegno in più per i volontari. La recente ispezione ha dato un esito molto positivo sul modus operandi.
Ma il nocciolo vero della questione rimane l’assistenza da fornire a chi ha bisogno. “Il 65% – spiega Marisa Mazzarello, coordinatrice dei progetti di Caritas – è di origine straniera. La restante parte è italiana. Pensiamo però che i numeri siano sottostimati. Molti tra gli italiani non chiedono un aiuto a meno che non si trovino in una situazione realmente complessa”.
Momento completto
Lo scenario che Caritas sta affrontando rappresenta l’onda lunga di un meccanismo che si è innescato con il 2020. In quel periodo una buona parte della popolazione ha perso garanzie che prima erano date per scontate. A fare il resto è il progressivo scivolamento della classe media verso fasce a rischio povertà. Lo sanno bene anche al Consorzio Servizi Sociali. “Con loro – spiegano i volontari – collaboriamo per avere un quadro chiaro dei casi che ci troviamo ad affrontare. Aiutare chi non ha reale bisogno significa non aver poi risorse per situazioni più gravi”.
Dai magazzini della Caritas di Ovada escono pasta, riso, tonno, legumi, biscotti, latte. E tanto altro. “Cerchiamo di aiutare tutti – concludono i volontari – ed anche rispettare la sensibilità di ognuno dei nostri assistiti”. Anche quanto raccolto sul territorio è importante. “C’è una rete di solidarietà molto attiva – spiega Don Benzi – è una risorsa importante”. Le due raccolte straordinarie organizzate sul sagrato della chiesa hanno fruttato 365 chili di generi alimentari. Puntualmente distribuiti a chi ha bisogno.