Visite sportive per i giovani atleti, Ravetti (Pd): “Sistema fuori controllo”
Il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte critica i dati presentati in IV Commissione: “Report incompleto e caotico. Procederemo con un’attività ispettiva in tutte le aziende sanitarie”
TORINO – Il sistema delle visite mediche sportive per gli atleti minorenni in Piemonte finisce al centro della polemica politica. A sollevare il caso è il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti (Partito Democratico). Che commenta i dati contenuti nel report sulle visite sportive e sui tempi di attesa presentato in IV Commissione regionale.
Secondo Ravetti, il documento richiesto dall’opposizione non chiarirebbe uno degli aspetti più importanti: il numero di visite gratuite garantite ai minorenni e alle persone con disabilità per ottenere il certificato medico necessario alla pratica sportiva agonistica.
«L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha davvero sotto controllo il sistema pubblico e privato che assicura ai giovani atleti il certificato medico per le attività agonistiche? Leggendo il report presentato in Commissione la risposta è: no».
Il nodo delle visite gratuite per i minorenni
La normativa prevede che agli atleti minorenni e alle persone con disabilità venga garantita la gratuità della visita medico-sportiva. Attraverso un percorso organizzato dalle società sportive presso le strutture pubbliche delle Asl.
“Le aziende sanitarie – aggiunge Ravetti – dovrebbero assicurare la visita nei propri ambulatori oppure nelle strutture private convenzionate. Garantendo comunque la gratuità per le famiglie. Resta naturalmente la possibilità per le famiglie di rivolgersi autonomamente a centri privati a pagamento per ottenere il certificato”.
Secondo l’esponente ‘dem’, tuttavia, “il report presentato in Commissione non consente di capire se questo diritto venga realmente garantito. In nessun riquadro è riportata la suddivisione tra minorenni e maggiorenni e quindi non si conosce il numero delle visite gratuite rispetto a quelle a pagamento”.
Tra le poche situazioni leggibili c’è quella della provincia di Novara, dove nel 2025 sono state registrate 20.208 visite sportive, di cui 16.077 nel privato e 4.131 nel pubblico. Anche in questo caso, però, secondo Ravetti manca il dato fondamentale relativo ai minorenni e alle visite gratuite. Nel resto delle aziende sanitarie piemontesi il quadro appare ancora più frammentato. In alcune realtà, come Asti e il territorio della TO5, non risultano servizi erogati dal sistema pubblico.
L’annuncio dell’attività ispettiva
Secondo Ravetti “la situazione appare ancora più contraddittoria alla luce di una proposta di legge presentata dalla maggioranza regionale. Il provvedimento prevede una visita medica facoltativa per orientare allo sport i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, con un contributo regionale fino a 50 euro. Non sappiamo se viene garantita la gratuità per una visita obbligatoria. E nel frattempo si propone uno sconto per una visita facoltativa”. Per questo il vicepresidente del Consiglio regionale annuncia una verifica più approfondita.
“Per fare chiarezza – conclude – procederemo con un accesso agli atti in tutte le aziende sanitarie piemontesi. La nostra attività ispettiva sarà molto accurata”.